Villa Maria: il sogno di Eros Massucci

06/12/2017 - Da giovedì 7 sino a domenica 10 dicembre l’esposizione di documenti e materiali diversi che raccontano la storia di una casa di cura divenuta poi l’INRCA di Fermo.

Giovedì 7 dicembre alle ore 18.00, il centro culturale San Rocco ospiterà l’inaugurazione di una mostra singolare, e la presentazione di un libro altrettanto singolare: “Villa Maria, il sogno di Eros Massucci”. Un tuffo in una storia di 50 anni fa: era infatti il 1967, e precisamente domenica 2 aprile, quando le porte della casa di cura “Villa Maria” si aprirono per la prima volta alla città e al territorio fermano.
Una clinica privata costruita seguendo i più moderni dettami dell’assistenza sanitaria, così come l’aveva concepita il suo fondatore, il dottor Eros Massucci, chirurgo specializzato in ostetricia e ginecologia con una lunga carriera alle spalle. “Volevo restituire una dimensione di memoria storica a mio padre, una sorta di tributo postumo per quel sogno che è riuscito ad edificare lungo la ss 210 tra Fermo e Porto San Giorgio e che ancora campeggia, a 50 anni di distanza, fiero ed orgoglioso del suo ruolo di custodia e cura del malato.”
Lorena Massucci non nasconde l’emozione che ha suscitato in lei recuperare un pezzo importante di storia personale e della città, quella storia che ruota intorno alla figura del padre e alla casa di cura Villa Maria in un periodo, la seconda metà degli anni ’60, decisamente molto dinamico per Fermo.
“Insieme all’amico Carlo Pagliacci, che ha curato la realizzazione del libro che racconta questa esperienza, abbiamo dato vita ad un viaggio indietro nel tempo recuperando vecchie fotografie e filmati d’epoca, documenti originali e materiali diversi, ed è scaturita l’idea di una mostra dove esporre tutto questo”.
C’è il librone delle firme delle persone intervenute il giorno all’inaugurazione, ci sono le immagini inedite che raccontano di una giornata di festa importante per tutto il territorio, c’è l’esposizione della strumentazione medica e chirurgica del dottor Massucci, dei libri delle statistiche operatorie dell’epoca, del set di porcellane in cui venivano serviti i pasti ai degenti, di copie originali di giornali di quegli anni, insomma tutto un mondo che racconta e descrive una realtà di 50 anni fa ma che sembra molto più lontana.
“Mio padre era una persona concreta, ma anche un visionario” conclude Lorena Massucci, che del padre Eros rivendica il carattere forte e determinato “e se quel sogno è ancora ben presente e fa parte del profilo geografico del nostro territorio, e se è vero che ancor oggi, in quella struttura, si rinnova quotidianamente l’esercizio di una importante funzione sanitaria, vuol dire che ha avuto ragione ad immaginarlo e realizzarlo”.
“La mostra ed il libro contribuiscono a rinnovare e a perpetuare la memoria su una realtà storica che a Fermo e nel Fermano è importante e nota – ha detto il Sindaco Paolo Calcinaro – due momenti che serviranno anche per far conoscere come Villa Maria oggi Inrca è nata e si è sviluppata a beneficio della collettività del territorio”.
Nato nel 1921 in una frazione del Comune di Monte Vidon Combatte da una famiglia di proprietari terrieri, Massucci s’iscrive a Medicina e consegue la laurea a Roma nel 1948. Dopo una breve esperienza nella capitale al “San Camillo”, approda al “Murri” di Fermo sotto la direzione del primario chirurgo Italo Barcaroli. Vi rimarrà per una decina d’anni effettuando centinaia d’interventi fino a partorire l’idea di un’esperienza assolutamente innovativa per l’epoca, quella di una clinica privata all’avanguardia, capace di curare tutte le tipologie di malattia. Quell’idea diventa così forte e pulsante da spingerlo a tentare: Massucci darà vita ad una struttura imponente, con decine di posti letto, sale operatorie e strumentazioni di ultima generazione, comfort quali tv e telefono in camera, aree ristorante e bar, terrazzo, sale d’attesa eleganti e comode, insomma una vera perla per la sanità dell’epoca.
Era proprio così che il dottor Massucci, che nel frattempo aveva sposato Rita Falconi, rampolla di una delle famiglie più aristocratiche di Fermo, aveva immaginato il suo modello d’ospedale: pulito, organizzato, efficiente, all’avanguardia sia tecnicamente che come competenze professionali da mettere in campo. Solo che l’investimento si rivelerà eccessivamente oneroso, ed i flussi dei ricoveri incapaci di assicurare incassi adeguati all’uopo.
Tuttavia, pur nelle difficoltà, Massucci saprà condurre in porto un accordo che consentirà all’INRCA di Ancona, sul finire del 1969, di acquisire l’intera struttura. Lui vi rimarrà sino alla morte, sopraggiunta del 1981, in qualità di direttore sanitario.
L’appuntamento per l’inaugurazione della mostra e la presentazione del libro su Villa Maria è per giovedì 7 dicembre alle ore 18 presso il centro culturale San Rocco. L’esposizione, patrocinata dal Comune di Fermo, rimarrà aperta nel pomeriggio fino a domenica 10 dicembre.







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-12-2017 alle 15:59 sul giornale del 07 dicembre 2017 - 506 letture

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