La vita secondo Otto: puntata 4° "La presunzione di essere i migliori"

30/10/2017 - Rubrica tenuta da tal Otto Von Fuestenberg, signorotto dal sangue blu nato con due forti valori: quello della riservatezza e quello della saggezza. Nella sua quotidianità osserva il piccolo mondo intorno a lui, cogliendo i lati comici degli umani paradossi.

Con le moderne cappe aspiranti e i vari deodoranti oggi è possibile eliminare gli odori della cucina. Ma quando io ero ragazzo, era proprio l’odore di quel che bolliva in pentola ad accogliermi alla porta di casa e a riunire la famiglia.
Otto quella mattina, come tutte le mattine, si recò al bar per la sua consueta colazione. Vide una signora di una certa età armeggiare con il suo smartphone; con molta difficoltà premeva quelli che credeva fossero tasti di un telefono SIP, con l’intento di aprire una connessione internet per sfogliare qualche ricetta online. Al tavolino accanto, un ragazzo adolescente era tutto l’opposto: a suo agio con la tecnologia, mangiava la brioche della mattina mentre con un solo dito scriveva un messaggio a un amico.
Otto pensò quanto fosse avanguardistico che una signora vissuta nell’epoca in cui il cellulare nemmeno esisteva riuscisse non solo ad adeguarsi al cambiamento ma anche a farne parte attivamente; e anche se con qualche difficoltà ad annullare la diversità d’età tra lei e un sedicenne. Eppure mentre apriva la pagina web del suo ricettario preferito, la sentì criticare i tempi che vivono i “giovani di oggi”, che sono “assuefatti dal cellulare e che non capiscono quanto fosse migliore il contatto con la natura”; insomma quello che doveva essere il tempo della sua gioventù.
Otto si ricordò a tal proposito di quando, Colonnello dell’Armata della Moda anni ’50, dettava legge il taglio del baffo come il suo, mentre suo nonno, Maresciallo del Gusto anni ’10, lo guardava contrariato perché credeva fermamente che il baffo fosse segno di disordine e preferiva il capello laccato con riga laterale, decisamente più ordinato. E quella mattina il Signor Otto, guardando la barba folta del ragazzo appoggiato al bancone del bar impregnarsi di schiuma di latte e molliche di brioche, provò un senso di disgusto. La voce nella sua mente gli diceva che era meglio lui col suo baffo ordinato, ma nei suoi ricordi suo nonno sosteneva la stessa cosa.
Allora Otto si trovò a un bivio. Doveva scegliere se accettare il nuovo senza giudicarlo in modo malevolo, conscio che ogni epoca ha i suoi dogmi; oppure essere come suo nonno, che si arrogava per anzianità il diritto di sentirsi migliore. Otto pensò che tutti cercano di essere migliori: migliori del passato (“non sono come mio nonno”) e del futuro (“sono meglio dei giovani di oggi”), senza voler essere migliori nel tempo più importante, il presente.
Così il Signor Otto si strappò i jeans e si disordinò la barba, prese lo smartphone e chiese ai ragazzi come funzionasse. I ragazzi del bar sorrisero, la signora anziana lo guardò con distacco. Otto trovò l’unico modo per non invecchiare, fisicamente e mentalmente, prima del tempo.
Agli occhi dei nostri vecchi, niente aveva l’aria così serena e tranquilla come un vecchio cane steso davanti al fuoco. Ma non ne avevamo mai visto uno steso davanti a un condizionatore d’aria.

Otto Von Fuestenberg








Questo è un articolo pubblicato il 30-10-2017 alle 20:06 sul giornale del 31 ottobre 2017 - 809 letture

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