La vita secondo Otto: puntata 1° "Cineserie"

10/10/2017 - Rubrica tenuta da tal Otto Von Fuestenberg, signorotto dal sangue blu nato con due forti valori: quello della riservatezza e quello della saggezza. Nella sua quotidianità osserva il piccolo mondo intorno a lui, cogliendo i lati comici degli umani paradossi. 

Quella mattina, come tutte le mattine, il Signor Otto uscì di casa per la sua consueta passeggiata.
Visto che era in programma per quella sera una partita di calcio molto importante degli Europei 2016, Otto vide per le strade, appese alle finestre, molte bandiere a mo’ di tifo che rispettavano il tricolore dell’Italia. Bandiere italiane dunque, ma Made in China. E allora iniziò a pensare che il mondo stava andando alla rovescia, una bandiera italiana Made in China gli sembrò un paradosso. Lo pensò ancor più tenacemente quando entrando al bar aveva sentito un tizio dire che sono proprio i cinesi a rovinare l’economia italiana.
Subito dopo aveva sentito un altro dire che, avendo a disposizione un monolocale da affittare, lui la sua casa ai cinesi l’affittava eccome: non facevano storie e pagavano regolarmente, “cosa che dagli italiani – ridacchiava soffuso – non sempre è garantita”.
Otto vide che la faccenda si faceva controversa quando nel bar entrò giusto giusto un cinese, piccolo e guardingo, e come uno che si è perso stette solo qualche secondo e uscì rapidamente. Probabilmente aveva sbagliato porta da cui entrare, perché i cinesi al bar, Otto proprio non li aveva mai visti.
I due tizi di prima lo scrutarono ogni secondo che lui trascorse lì, fermo sull’uscio del bar, e appena uscito iniziarono a blaterare. “Questi cinesi rubano il nostro lavoro e fanno fallire le nostre fabbriche coi loro prezzi bassi, slealmente concorrenziali”. E l’altro con tono accusatorio: “chissà poi che cucinano in quei ristoranti puzzolenti e sudici”. Dopo queste e altre frasi sentenziose, entrò nel bar la moglie del primo tizio, dicendo allegra che aveva appena fatto un affare nel nuovo negozio all’angolo, comprando una tutina da neonato a un prezzo che definì “eccezionale, stracciatissimo”. Proprio in un negozio cinese.
“Cerca di ricordarti – aggiunse uscendo – che stasera ho prenotato per le nove dal cinese, ok?”.
Finita la colazione il Signor Otto se ne tornò a casa, come tutte le mattine, con al collo il suo cravattino Made in Italy, pensando che i cinesi, a lui, stavano pure simpatici.

Otto Von Fuestenberg







Questo è un articolo pubblicato il 10-10-2017 alle 12:06 sul giornale del 11 ottobre 2017 - 646 letture

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