Valorizzazione piccoli comuni, Giancarli: “Velocizzare l’iter per l’approvazione della legge regionale, dopo il voto in senato sul provvedimento nazionale”

02/10/2017 - La proposta di legge regionale presentata dal consigliere non è ancora arrivata in aula. L'39;atto introduce interventi per la promozione e la tutela delle piccole realtà territoriali: dai servizi alla manutenzione dei centri storici allo sviluppo del turismo e dell'agroalimentare

Accelerare il dibattitto sulla proposta di legge regionale per la valorizzazione dei piccoli comuni. È quanto chiede il consigliere Enzo Giancarli dopo l'approvazione in Senato di un provvedimento nazionale quadro. Il consigliere Dem lo scorso febbraio aveva presentato un'iniziativa legislativa sul tema, non ancora però arrivata al dibattito in aula.
"Misure a favore delle piccole realtà locali se utili da sempre in un territorio come quello delle Marche, che conta 171 piccoli comuni, diventa necessario adesso, dopo i recenti eventi sismici che hanno segnato la regione – afferma il consigliere –. Ora che il parlamento ha fatto un passo decisivo in questa direzione, credo che anche la Regione debba attivarsi al più presto per dotarsi di uno strumento che punti a fermare il progressivo spopolamento delle località più piccole, delle aree interne e che punti a valorizzare le specificità culturali, sociali ed ambientali dei piccoli centri, sviluppando cultura, turismo e agroalimentare".
Così come la legge nazionale, anche la proposta regionale riguarda i comuni o le unioni di comuni con popolazione fino a 5 mila abitanti, ovvero 171 realtà nelle Marche, secondo l'ultimo censimento.
L'atto presentato da Giancarli prevede interventi per migliorare la qualità dei servizi essenziali, lo sviluppo della rete a banda ultralarga ed i programmi di e-government, il contrasto all'abbandono degli immobili. Ancora: il recupero e la riqualificazione dei centri storici, la promozione di alberghi diffusi, la realizzazione di circuiti ed itinerari turistico- culturali, la promozione dei prodotti provenienti dalla filiera corta o a chilometro utile e dei prodotti tipici.
"Si tratta di azioni a tutela di un patrimonio esistente che rischierebbe di andare perduto – riprende Giancarli –, basti pensare che nelle Marche sono 149 i prodotti agroalimentari tradizionali, che i beni monumentali solo oltre mille, a cui si aggiungono 500 piazze e 100 teatri, senza contare biblioteche, musei, siti archeologici. E poi parchi e riserve naturali".
La proposta di legge stabilisce, inoltre, una serie di criteri per la definizione della graduatoria dei comuni che potranno accedere agli interventi.
Priorità massima sarà data ai comuni colpiti da calamità naturali, con particolare riferimento ai comuni interessati dal sisma. Poi i comuni collocati in aree interessate da fenomeni di dissesto idrogeologico o da criticità ambientali ed ancora i comuni interessati da un un significativo spopolamento, quelli lontani dai centri abitati o dove la densità di popolazione non è superiore ad 80 abitanti per chilometro quadrato.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-10-2017 alle 21:13 sul giornale del 03 ottobre 2017 - 326 letture

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