Cgil, Provincia di Fermo: territorio in crisi e senza rappresentanza

23/12/2016 - Abbiamo già fatto le congratulazioni alla nuova Presidente della provincia di Fermo. Cogliamo anche questa occasione per rinnovarle gli auguri e per ringraziare Aronne Perugini e i lavoratori dipendenti per il lavoro svolto in situazioni decisamente precarie per tutti loro.

Non tralasciando di sottolineare lo scandalo delle modalità di elezione del Presidente e della giunta - sottratte alla “sovranità popolare”, sorte che sarebbe toccata anche al Senato della Repubblica qualora avessero prevalso i “Si” al recente referendum costituzionale – anche noi riscontriamo che, nonostante il depauperamento di risorse e competenze, all’Ente Provincia restano funzioni rilevanti come l’edilizia scolastica e l’ambiente. Inoltre, come dichiara la neo Presidente, la “casa dei Comuni” dovrebbe programmare e coordinare l’attività del territorio e, potrebbe assumere un ruolo di spinta per lo sviluppo.

Quest’ultimo ruolo/compito è stato completamente disatteso in quest’ultimi anni e non solo nel periodo post-riforma Delrio. Tant’è che nell’elencare le fatiche, oggettivamente tali date le condizioni, il presidente uscente Perugini cita il terremoto, le alluvioni, il cado Emmanuel (non il caso Mancini, per chiamare le questioni con il proprio nome).

In quest’elenco manca la citazione della crisi economico-produttiva! E’ proprio così, perché, OO.SS a parte, nessuno se ne è occupato: né la Provincia, né nessun altro Ente istituzionale, né la politica. Per questo, chiediamo ed auspichiamo che la Provincia, superando i limiti istituzionali e burocratici, assuma un preciso ruolo politico di programmazione e coordinamento delle azioni, da definire in un vero confronto democratico tra tutti gli attori interessati, per fronteggiare la crisi e riprendere la strada dello sviluppo. Da anni stiamo invocando una sede di confronto in cui le parti sociali, economiche, politiche ed istituzionali, possano affrontare le problematiche del territorio e avanzare proposte di soluzione.

Le numerose chiusure di aziende e le difficoltà del Distretto calzaturiero, la perdita di posti di lavoro, l’assenza di strutture di ricerca e sviluppo, le difficoltà del sistema dell’istruzione, la disoccupazione giovanile e femminile, la crescita delle povertà e dell’indigenza, gli sfratti abitativi, le liste di attesa e la rinuncia alle cure sanitarie, la mancanza di strutture adeguate a sostegno delle famiglie, dell’infanzia, della natalità e dell’autodeterminazione della donna, tutte queste questioni devono avere cittadinanza nelle stanze occupate dalle rappresentanze e dalla classe dirigente locale.

Non mancano certo gli elementi positivi che riguardano la qualità della vita nel nostro territorio. Ma “rappresentare” significa principalmente occuparsi dei bisogni e delle istanze delle persone cadute nei tentacoli inesorabili di una crisi che non allenta la sua morsa; significa predisporre azioni per riformare un sistema sociale ed economico che si è inceppato; significa far sentire la voce del fermano in Regione, in Italia ed in Europa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-12-2016 alle 07:39 sul giornale del 23 dicembre 2016 - 481 letture

In questo articolo si parla di cgil, politica, provincia di fermo

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