Il mangiadischi offre un palco a molti giovani musicisti. Fermo si conferma una città ricettiva sotto il profilo musicale.

3' di lettura 06/12/2016 - Il Mangiadischi è un concorso musicale al quale possono partecipare artisti dai diciotto ai trentacinque anni, concorrendo con brani inediti. Il Festival mette quindi in risalto, la parte creativa, ma anche tecnica dei concorrenti, mostrando un carattere esclusivo e distintivo. La sinergia di realtà come l’assessorato alle politiche giovanili, l’associazione nufabric e i giovani tutti, ha fatto sì che si potesse creare un evento con un importante movimento al suo seguito.

La rassegna è giunta alla terza edizione e vuole affermarsi come punto di riferimento nel territorio della provincia di Fermo. La progettualità ha bisogno di tempo e di idee concrete, sorrette da strutture solide, affinché si possa creare interesse intorno all’evento ma anche attesa e curiosità per far breccia nel tessuto sociale. Il progetto è stato fortemente voluto dall’amministrazione comunale.

Microfoni aperti per l’avv. Alberto Maria Scarfini.

Perché il Mangiadischi?

“Credo molto nella creatività dei giovani e nel loro potenziale; immagino Fermo come un incubatore di progetti musicali e non. Bisogna dar voce e spazio ha chi ha qualcosa di interessante da dire: per fare ciò è opportuno creare i giusti canali dove chiunque ha la possibilità di promuovere il proprio talento. Credo che il mangiadischi ne sia un esempio concreto.”

Come immagina il Mangiadischi da grande?

” La speranza è che possa crescere perché è un contenitore di possibilità.”

Pensa che il format sia da modificare o consolidare?

“Vogliamo sicuramente consolidarlo. Potremmo creare una sinergia con altre espressioni artistiche ma si snaturerebbe l’essenza del concorso, che deve rimanere tale affinché diventi un appuntamento importante.”

Vittorio Lauri è il responsabile del progetto Il Mangiadischi per Nufabric che è un’associazione legata al territorio e che per esso opera. A lui abbiamo chiesto com’ è stato il rapporto con l’stituzione comunale?

“Posso solo essere orgoglioso di curare questo progetto ambizioso e di collaborare con un’amministrazione che si fa carico delle esigenze musicali di un’intera Provincia . La spinta iniziale è stata del Comune mentre, la parte operativa, è nostra.”

In futuro credete che sia auspicabile qualche cambiamento rispetto al taglio scelto per il concorso?

“Abbiamo preso la strada giusta poi, si può sempre migliorare. L’evento ha una doppia forza: è infatti una vetrina importante per le band emergenti del territorio ma anche per quelle provenienti da diverse realtà regionali e non. Nasce per il locale ma è un’opportunità che allarga il campo d’azione poiché, i palchi per queste manifestazioni, stanno diminuendo.”

L’appuntamento con la finale è fissato per il 9 Dicembre al Ricreatorio San Carlo, un luogo che evoca identità e sana competizione: la vera dimensione del Mangiadischi!

Ospite d’eccezione, il rapper Rancore che celebra il decimo anno dall’uscita del suo primo album: “Segui me”. L’obiettivo del concorso non è sicuramente quello di avere un successo immediato fine a se steso, al quale siamo sempre sottoposti ma è seminare, in una prospettiva a lungo termine. Le band sono valutate in un’ottica progettuale: non viene considerata solo la performance ma anche il messaggio ed il peso specifico dei partecipanti, in base a ciò che potenzialmente possono esprimere. Le fasi eliminatorie (ospitate dalla Locanda San Roco, Ellis Island e soul kitchen) sono state dure e faticose e la selezione dei 12 gruppi sui 23 iscritti inizialmente, non è stata facile, a riprova del fatto che il contest sta alzando l’asticella della qualità. Fermo ha una cultura musicale che affonda le sue radici nel passato; il conservatorio è sicuramente un baluardo importante insieme al Teatro ma, un ruolo particolare è stato svolto da quei locali che, negli anni, sono stati in prima linea nel sostenere un circuito underground. Ospitando innumerevoli artisti del territorio e non, hanno compiuto un’opera di promozione per la città, mantenendo viva una dimensione musicale che oggi, per Fermo, è un patrimonio da non disperdere.


di Marco Luciani

redazione@viverefermo.it





Questo è un articolo pubblicato il 06-12-2016 alle 22:18 sul giornale del 07 dicembre 2016 - 1580 letture

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