Provincia di Fermo: territorio in crisi e senza rappresentanza, persi 3.000 occupati

30/11/2016 - Il settore agricolo perde 1350 posti, nei servizi la perdita è di 2.200 occupati. "L’ultimo schiaffo l’abbiamo ricevuto con l’ultimo decreto sul terremoto che ha escluso il comune di Fermo dall’area del cratere." dichiara il Segretario della Cigil Di Cosmo.

Precedentemente ce ne erano stati altri che hanno riguardato l’esclusione dalla Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne attraverso i fondi Fesr Fears Fse e legge Stabilità, l’esclusione dai progetti ITI urbani e, soprattutto, dai progetti previsti per le aree di crisi complessa. Per la Sanità permangono tuttora le distanze dalle altre provincie in termini di spesa pro-capite, investimenti, strutture territoriali, posti letto. La prevista realizzazione del nuovo ospedale si sta trasformando nella panacea di ogni problema e nella giustificazione di ogni altra esclusione da futuri investimenti. Permangono i divari storici anche nel livello di spesa sociale, in particolar modo per la non autosufficienza e infanzia (nidi, integrazione scolastica, materne). Non esistono strategie per politiche di genere e giovanili. Cresce la povertà.

La crisi economica e produttiva prosegue con i suoi effetti drammatici sull’occupazione e sull’esplosione del nuovo precariato rappresentato dai vouchers. Dal 2010 al 2014 il fermano ha perso più di 3.000 occupati (tot.70.702), il tasso di occupazione è sceso del 2,50% (62%), il tasso di disoccupazione dal 5,90% è passato al 9,9% con una crescita di 4 punti. L'agricoltura perde 1.350 posti quasi la metà degli occupati (tot.1.524). Nei servizi la perdita è di 2.200 occupati (tot.2.471). I dati del 2015 e dei primi trimestri del 2016 peggiorano la situazione.

Il Distretto calzaturiero è da diversi anni in sofferenza. Le Piccole medie iimprese cessano l’attività nel completo silenzio. Industrie storiche chiudono- come il nuovo caso della Zeis di Montegranaro. I servizi alle imprese sono da terzo mondo. Il divario tecnologico, a partire dalle TLC e utilizzo internet veloce, sta diventando incolmabile. Imprese, lavoratori e territorio sono abbandonati a loro stessi; non esiste alcun intervento di politica industriale che possa farci pensare a traguardare il superamento della crisi. E’ prevedibile che i nuovi ammortizzatori sociali, che entreranno in vigore dal prossimo 1° gennaio 2017, lasceranno macerie.

Pesa senz'altro la strategia del governo nazionale di indebolire i territori abolendone i presidi democratici e di partecipazione. C'è anche la complicità del governo regionale. Ma, quel che più preoccupa è che questo territorio, pur annoverando parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, sembri privo di ogni rappresentanza. Di qui la sua debolezza "contrattuale" nei confronti delle istituzioni immediatamente superiori e, figuriamoci, del mondo globalizzato e finanziarizzato. Con buona pace dei "luoghi comuni", la "cancellazione" della provincia ha aggravato la situazione. Il quadro peggiora con la crisi della Camera di Commercio e con i vari Enti lasciati nella strutturale carenza di mezzi e organici (Inps, AV4, Prefettura, nuovo Ente Provincia).

Non intendiamo evocare un nuovo ed inutile campanilismo territoriale. Intendiamo richiamare alle proprie responsabilità coloro che hanno l’incarico di dare al territorio una efficace rappresentanza, una voce "unitaria" che ne “gridi” bisogni e istanze, dando loro cittadinanza nella comunità regionale, nazionale e internazionale! Si tratta di di far convergere ogni azione locale dentro una strategia complessiva di sviluppo territoriale, ponendo termine alla vocazione alla irrilevanza e alla frammentarietà, queste sì purtroppo, ben interpretate dalle varie cariche politiche, istituzionali ed economiche locali.

Il cambiamento delle politiche europee e nazionali è decisivo. Purtuttavia, a livello locale vanno create le condizioni per attrarre investimenti e determinare la ripresa. Nel fermano va aperto un confronto su tre temi principali: lavoro, sviluppo e welfare.

Il nostro territorio ha bisogno di definire le linee di intervento condivise dai vari attori politici, economici, sociali ed istituzionali e, di dotarsi su queste basi di una rappresentanza chiamata a legittimarsi proprio sul terreno dello sviluppo sociale ed economico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-11-2016 alle 19:03 sul giornale del 01 dicembre 2016 - 2508 letture

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