Aree Montane e Post-Terremoto: non bisogna prenderci in giro! Non si sta facendo quello che andrebbe fatto!

3' di lettura 25/10/2016 - Duro intervento del Segretario Provinciale della CGIL, Maurizio Di Cosmo.

Sicuramente nei due comuni rientranti nell’area del cratere è stata risolta la collocazione degli sfollati. Ma non si sta facendo tutto quello che andrebbe fatto! I danni hanno colpito gli edifici ed anche le strutture dedicate alle attività economico-produttive ed ai servizi. Per quest’ultimi bisogna ricordare che l’ospedale di Amandola rappresenta una delle maggiori strutture per i servizi e l’occupazione. E’ vero che diverse attività ambulatoriali sono state ripristinate in breve tempo; tuttavia i lavori “non proseguono speditamente”! Addirittura, il ripristino dei locali non danneggiati dal sisma sono stati inspiegabilmente interrotti già da settimane. Inoltre, le attività che potrebbero riprendere immediatamente in locali agibili sono state “inspiegabilmente” trasferite al Murri insieme agli operatori addetti. E’ così per medicina e chirurgia! E’ così per il laboratorio di analisi! Insieme alla comunità, abbiamo ripetutamente chiesto all’Asur e alla DAV4 la sospensione del trasferimento, anche se dichiarato temporaneo, delle attività di Laboratorio da Amandola a Fermo, in quanto, era ed è possibile collocare le attrezzature esistenti in locali adiacenti ed agibili.

“Inspiegabilmente” non è stata fatta questa scelta! Invece, si è proceduto celermente, non sappiamo con quale atto e grado di trasparenza, all’acquisto di macchine POTC sostitutive che coprono solo parzialmente le esigenze mediche. Questa modalità non risponde alle esigenze della popolazione locale ma, parrebbe, alla volontà di qualche responsabile o di qualche “uomo in carriera”, cioè di coloro che antepongono i propri interessi personali a qualsiasi altro, non curandosi di danneggiare duramente la “realtà” dell’ospedale di Amandola da sempre per loro indigesta! L’altra questione riguarda l’avvio veloce dei lavori “leggeri” per il ripristino di una parte dell’immobile non danneggiato dal sisma che poteva accogliere, entro metà novembre, i reparti di medicina e chirurgia con il conseguente rientro dei degenti. Ma, “inspiegabilmente” i lavori si sono interrotti! Resta la pericolosa previsione di fine 2017 per la loro riapertura dopo la messa in sicurezza dei locali già ospitanti danneggiati strutturalmente dal sisma.

Come è evidente, la corsa contro il tempo non è stata vinta! Al contrario, i fatti sembrano dire che il sisma stia rappresentando per alcuni un’occasione per depauperare le funzioni dell’unico ospedale esistente nell’area montana. Da notare che nel primo mese post-sisma con i servizi ambulatoriali trasferiti, almeno il 50% degli utenti già in agenda hanno sospeso le cure cioè, non hanno seguito, per oggettivo disagio, la dislocazione degli ambulatori. Fare tardi nella riattivazione complessiva delle attività dell’ospedale può risultare grave per la comunità montana perché persone e servizi potrebbero non rientrare mai e, le rinunce alle cure potrebbero ampliarsi.

Bisogna ricostruire e mettere in sicurezza gli edifici! Sapendo che c’è bisogno anche della ricostruzione sociale, rilanciando i servizi e le attività economiche per fermare lo squilibrio territoriale in atto, per ri-promuovere la residenzialità ed il governo di un territorio il cui abbandono rappresenterebbe un disastro per tutti. Non prendiamoci in giro, il segnale positivo ed inequivocabile, a meno di dichiarare tutto l’edificio inagibile, è la riapertura immediata del Laboratorio di analisi e dei reparti di Medicina e Chirurgia!!


da CGIL Fermo
Camera del Lavoro Territoriale





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2016 alle 21:23 sul giornale del 26 ottobre 2016 - 572 letture

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