Montegiorgio: Serena Pochi con il libro "Undici Anni" cattura gli studenti del liceo classico "Annibal Caro" di Fermo

11/10/2016 - Ieri pomeriggio si è svolto nell'aula magna del liceo classico Annibal Caro di Fermo un'interessante incontro con la scrittrice Serena Pochi. La giovane montegiorgese ha avuto l'opportunità di presentare agli insegnati e agli studenti del liceo il suo primo libro “Undici anni, Bologna-New York andata e ritorno”, autopubblicato per la prima volta il 21 dicembre 2015.

Il romanzo parla sostanzialmente di un legame tra due ragazzi che si sono incontrati a New York, ma che la strage dell'11 settembre ha diviso. La presentazione della giovane Serena Pochi si è concentrata proprio sullo sfondo storico del romanzo, aprendo l'incontro con un toccante video. Per la documentazione la scrittrice ha attinto da filmati americani non mandati in onda in Italia, video amatoriali che ci rendono meglio partecipi di un evento che ha sconvolto tutti gli animi. L'autrice ha quindi sviluppato molto il tema della catastrofe umana approfondendo la questione attraverso studi storici prima di intraprendere la stesura del testo. Inoltre la storia principale tra i due ragazzi, da molti interpretata non come amicizia ma come amore, ha molteplici spunti autobiografici (il protagonista Filippo è il suo alter ego), che però non portano il lettore a seguire la sua linea di pensiero.

Infatti la scrittrice ha inserito molti punti di vista, facendo intervenire diversi personaggi, per dare la possibilità di riflettere e quindi di scegliere. Un altro degli obiettivi dell'autrice è quello di far ricordare questi drammatici eventi che hanno stravolto la vita di tutti: nella trama del romanzo l'evento non solo rappresenta il punto d'inizio, ma anche la svolta che mette in azione il motore narrativo e rende plausibili le scelte dei personaggi. Il prossimo libro al quale Serena Pochi sta lavorando parla difatti della strage di Srebrenica, genocidio poco conosciuto, ma alquanto distruttivo (i dati riportano più di 8 mila morti nel giro di una settimana). Durante la presentazione la scrittrice ha suggerito la lettura di una poesia di Jorge Luis Borges che volentieri viene riproposta in lingua originale perché emblema del carattere dei protagonisti e quindi del filo conduttore di tutto il libro.

Instantes

Si pudiera vivir nuevamente mi vida,
en la próxima trataría de cometer más errores.
No intentaría ser tan perfecto, me relajaría más.
Sería más tonto de lo que he sido,
de hecho tomaría muy pocas cosas con seriedad.
Sería menos higiénico.
Correría más riesgos,
haría más viajes,
contemplaría más atardeceres,
subiría más montañas, nadaría más ríos.
Iría a más lugares adonde nunca he ido,
comería más helados y menos habas,
tendría más problemas reales y menos imaginarios.

Yo fui una de esas personas que vivió sensata
y prolíficamente cada minuto de su vida;
claro que tuve momentos de alegría.
Pero si pudiera volver atrás trataría
de tener solamente buenos momentos.

Por si no lo saben, de eso está hecha la vida,
sólo de momentos; no te pierdas el ahora.

Yo era uno de esos que nunca
iban a ninguna parte sin un termómetro,
una bolsa de agua caliente,
un paraguas y un paracaídas;
si pudiera volver a vivir, viajaría más liviano.

Si pudiera volver a vivir
comenzaría a andar descalzo a principios
de la primavera
y seguiría descalzo hasta concluir el otoño.
Daría más vueltas en calesita,
contemplaría más amaneceres,
y jugaría con más niños,
si tuviera otra vez vida por delante.

Pero ya ven, tengo 85 años...
y sé que me estoy muriendo.






Questo è un articolo pubblicato il 11-10-2016 alle 23:55 sul giornale del 12 ottobre 2016 - 3201 letture

In questo articolo si parla di cultura, fermo, montegiorgio, articolo, Silvia Tiburzi, serena pochi, undici anni

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aCcL