Fermana, mister Destro: "Ogni allenatore quando inizia un’avventura con una squadra ha l’obiettivo di ottenere il massimo"

12/10/2016 - Ripresa allenamenti al “Bruno Recchioni” per la Fermana: dopo la convincente vittoria di domenica scorsa contro il San Marino, è Mister Destro a tracciare il consueto punto della situazione in casa gialloblù.

Partiamo da un dato. In casa la Fermana ha vinto due partite per 1-0, sbloccandole nella ripresa, mentre fuori casa ha realizzato 4 reti a Civitanova e 5 a Chieti. E’ una squadra da trasferta o è un caso? Anche dopo il gol del vantaggio tra le mura amiche avete comunque prodotto tante occasioni senza chiudere di fatto l’incontro: quanto può pesare alla lunga?

I numeri dicono questo, però io credo nelle cifre fino a un certo punto. Abbiamo incontrato due squadre che ci hanno messo in difficoltà non dandoci spazi, magari fuori casa avendone di più ampi c’è la possibilità di sfruttare meglio le caratteristiche dei nostri giocatori. Sul cinismo invece dobbiamo migliorare molto. Come ho già ripetuto più volte, bisogna sfruttare le situazioni che, per merito nostro o demerito degli avversari, ci creiamo, perché altrimenti tenere il risultato in bilico fino alla fine può esporci al rischio che un episodio sfortunato vada a compromettere quanto di buono fatto fino a quel momento.

Domenica in sala stampa hai parlato di un po’ di egoismo sotto porta. Inoltre, domenica, per la prima volta da quando sei sulla panchina della Fermana, Molinari non è sceso in campo dal primo minuto: condizione fisica ancora da limare per l’attaccante argentino? In panchina con lui Mariani, Margarita, Omiccioli, Forò: il buon livello di questa rosa è evidente. Come si fa a gestire un gruppo così valido?

Non ho mai parlato dei singoli, non lo faccio neanche in questa situazione. In alcuni casi si sarebbe potuto servire il compagno messo in posizione migliore, ma in una certa misura ci sta da parte di un attaccante il “peccato” di cercare il gol personale. In settimana valuto globalmente la situazione e gli stati d’animo: anche a fronte di un a botta abbastanza forte ricevuta in settimana, ho ritenuto opportuno fare questa scelta in avanti. Sono consapevole e mi dispiace moltissimo mandare in panchina ognuno dei miei giocatori perché tutti meriterebbero, ma in campo ne posso mandare solo undici. Un calciatore non può non “arrabbiarsi” quando non gioca, è normale ed è giusto, perché vuol dire che ci tiene e che ogni allenamento darà il massimo per convincermi di meritare il posto.

Da Monticelli, che fu la tua prima partita con la Fermana, a Monticelli che arriverà domenica, è l’occasione di un primo bilancio. Ti saresti mai aspettato di condurre quella squadra ai playoff e di ripartire quest’anno sulla stessa scia?

Io credo che ogni allenatore quando inizia un’avventura con una squadra ha l’obiettivo di ottenere il massimo. L’anno scorso ci siamo andati molto vicino vincendo 7 gare sulle 8 disputate: è uno score difficile da ripetere. In questo campionato è difficile vincere una partita, figuriamoci ripetere un trend così positivo. Posso però assicurare che domenica dopo domenica ce la metteremo tutta. Il Monticelli ha una classifica bugiarda: a Vasto stava vincendo ed è stata raggiunta nel finale con un rigore dubbio, ha pareggiato con Castelfidardo, Civitanovese e San Marino. E’ una squadra che difficilmente si fa sorprendere e che ha sempre fatto ottime prestazioni.

E’ già saltata la panchina del Matelica.

Quando un allenatore viene esonerato dispiace sempre anche perché sono passate solo sei partite, ma non conosco cosa sia successo e non giudico. E’ un calcio in cui si è sempre in mezzo alla pressione dei risultati. Gli subentra un altro collega, ma è normale che nell’occasione il primo pensiero vada a chi lascia: piena stima a Clementi, ottimo tecnico e bravissima persona.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-10-2016 alle 05:25 sul giornale del 12 ottobre 2016 - 842 letture

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