Caso Emmanuel, Di Cosmo: "La città di Fermo si costituisca Parte Civile"

07/10/2016 - Il segretario generale Di Cosmo continua: "Sindaco, giunta e consiglio comunale non hanno scelta! Un OdG non basta! Nel processo imminente per l’omicidio di Emmanuel dovranno costituirsi parte civile per difendere la coscienza democratica e costituzionale della città, offesa orribilmente dalla aggressione razzista in cui il delitto si è consumato".

Costituirsi parte civile non significa, in questo caso, voler accanirsi contro l’omicida ma, vale come testimonianza della volontà della città di ripudio e condanna di simili eventi. Non va inteso come atto “giudiziario” ma, squisitamente politico e istituzionale!

Siamo coscienti della divisione di opinioni e di atteggiamento dei cittadini fermani rispetto alla tragedia del luglio scorso. Su questo dato e per ampliare il consenso verso uno spirito generale di accoglienza, contro la paura e per la solidarietà, continueremo con il nostro impegno quotidiano congiuntamente ad altre forze democratiche. Tuttavia, l’adempimento di tale atto non dipende dagli intendimenti della “sovranità popolare” cittadina. Questa si esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Quindi, non è una questione che attiene alla volontà popolare e alla volontà politica di chi la rappresenta. C’è un principio superiore da affermare.

Tutti i rappresentanti, sindaci, assessori e consiglieri, nel loro insediamento istituzionale hanno giurato sulla Costituzione, cioè sul rispetto dei principi che essa afferma. E tra questi c’è quello - tra i fondamentali – dell’antirazzismo. Principio che non è, nel suo rispetto ed attuazione, nella disponibilità del confronto politico e della sovranità popolare. La Cgil non chiede al sindaco un atto giudiziario o di presidiare le aule del tribunale. Chiede un atto civico preciso, coerente con i principi costituzionali della nostra Repubblica, di cui, insieme a Regioni e Province, i comuni fanno parte. Solo così si potrà sperare di poter “lavare il sangue” di un delitto che ha macchiato la città . Solo così possiamo sperare che tali avvenimenti non abbiano più a ripetersi! La Cgil chiede e si aspetta che chi rappresenta la città ne difenda la coscienza repubblicana, messa seriamente in discussione anche da iniziative estemporanee di qualche consigliere benpensante e, ferita da coloro che, già immediatamente dopo la fatale aggressione, hanno invocato il “silenzio”, e da chi, con colpevole indifferenza ed ignoranza, ha sempre operato per un “colpo di spugna”, asserendo che in fondo “non è successo nulla di grave”.

Lo chiediamo al Sindaco, al Consiglio comunale ed alla Giunta, ma continueremo a chiederlo anche ai cittadini: bisogna reagire di fronte a questo clima intriso di ignoranza e luoghi comuni, in cui le forze più retrive e xenofobe riescono incotrastati a far la voce grossa ed a continuare ad offendere, loro si, il senso civico, la storia della città e la maggioranza dei cittadini.


da CGIL Fermo
Camera del Lavoro Territoriale





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-10-2016 alle 20:29 sul giornale del 08 ottobre 2016 - 939 letture

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