Fermo: Twiggy di Vezzoli alla mostra “L’anello di Cupra”

6' di lettura 06/10/2016 - La mostra di Fermo si arricchisce dell’arte di Francesco Vezzoli con un’opera che celebra una delle prime e più famose supermodelle, Twiggy, simbolo di un'epoca rivoluzionaria in termini di stile. Domenica 9 ottobre 2016 ingresso gratuito ai musei ed alle mostre per i residenti.

La mostra “L’anello di Cupra” a Palazzo dei Priori di Fermo non smette di stupire. Mentre si registra una crescita costante dei visitatori, con 9.500 presenze, una nuova opera ha fatto ingresso “nell’anello”. Si tratta di “Hommage to Francesco Scavullo: Twiggy” (NELLA FOTO) dell’artista contemporaneo Francesco Vezzoli, classe 1971.

Nel suo lavoro Vezzoli analizza i rapporti, talora perversi, tra il mondo della comunicazione e quello del potere, affrontando temi spinosi quali il divismo, la religione, il sesso e la politica. La sua scommessa è stata quella di contaminare l'alto e l'aulico con gli elementi più commerciali e triviali. La sua opera esposta a Fermo si inserisce perfettamente nel contesto della mostra, dedicata alle icone della femminilità dalla preistoria a Rubens, da Van Gogh ai contemporanei.

L’opera celebra una delle prime e più famose supermodelle, Twiggy, che rappresenta il simbolo di un'epoca rivoluzionaria in termini di stile. Ragazza timida e impacciata, all’anagrafe Lesley Hornby, è diventata una professionista che ha saputo rinnovarsi, come dimostra la sua carriera di attrice e cantante. La sua corporatura magra e priva di curve e il suo aspetto efebico, la fecero diventare testimonial della minigonna di Mary Quant e il volto della Swinging London. “L’anello di Cupra” è visitabile fino a domenica 23 ottobre. L’esposizione, a cura di Marcello Smarrelli, è promossa dal Comune di Fermo e realizzata con il contributo della Regione Marche e della Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo, mentre la produzione è affidata a Sistema Museo. Partner tecnico è DACA Vetrine d’Autore.

Ben 9.500 visitatori sono già accorsi per ammirare le opere di grandi artisti italiani e internazionali, tra cui Rubens, Hayez, Van Gogh, Segantini, Previati, Giacomelli, Beecroft, esposte all’interno di un sorprendente scenario architettonico. Continua in ascesa il successo di questa mostra che richiama ogni giorno centinaia di persone con interesse e curiosità, insieme all’aumento delle presenze turistiche complessive nella città di Fermo. E domenica 9 ottobre 2016 ingresso gratuito ai musei ed alle mostre per i residenti.

FRANCESCO VEZZOLI, l'artista delle lacrime

Considerando estremamente fluido il confine tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è, Francesco Vezzoli si è spinto al di là del postmoderno, ha preso cultura alta e cultura bassa gettandole in un frullatore. Ciò che ne è venuto fuori è il risultato del suo inconfondibile e inimitabile marchio, che qualcuno giudica eccessivo e ridondante, mentre gli ammiratori sono veri e propri fan che stravedono per lui e lo adorano come l'unica rockstar dell'arte italiana.

Se dovessimo rintracciare un solo elemento a far da collante al suo eclettismo formale, Vezzoli potrebbe risultare come l'artista delle lacrime, tale e tanta la sua passione per il melodramma. Si è divertito, con un certo sadismo, a far piangere le sue dive avvolte dal misticismo proprio delle icone gay. Ne ha ricamato i volti con perizia artigianale, con la maniacalità di chi ha visto nel taglio e cucito un riscatto per quelle pratiche basse, di femminea quotidianità, il riscatto nei confronti di un'arte machista e troppo sicura di sé, oggi superata.

Anche se Vezzoli si avvale di una gamma molto ampia e diversificata di media, il ricamo è rimasta una tecnica che caratterizza la sua carriera dagli esordi. Inizialmente emulando famosi attori che ricamavano sia dentro che fuori lo schermo, come Vicente Minelli a Joan Crawford, Cary Grant, e Greta Garbo, col passare del tempo questa pratica è diventata un'attività più profonda e contemplativa, riferita ad un mondo di sentimenti, crisi, ossessioni e depressioni che in qualche modo vengono sublimate dal lavoro artigianale.

LA MOSTRA “L’anello di Cupra”

Il titolo della mostra sottende un percorso denso di suggestioni, storie e immagini attraverso reperti archeologici, opere pittoriche, sculture e installazioni di grandi artisti italiani e internazionali, tra cui Jacobello del Fiore, Rubens, Hayez, Van Gogh, Segantini, Previati, Giacomelli, Beecroft. L’esposizione, oltre a un importante nucleo di opere in prestito dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano, attinge alle collezioni pubbliche e private di Fermo e del suo territorio, nell’ottica di valorizzazione del ricco patrimonio culturale delle Marche.

Il progetto della mostra si concentra su una domanda emblematica. Esiste la figura di una Grande Madre, di una Grande Dea che attraversa il tempo e la storia, o dovremmo parlare piuttosto​ di numerose divinità femminili, ciascuna Grande, distinta dalle altre, con specifiche qualità e attributi?

L’anello di Cupra mette in luce figure, emblemi e modelli di femminilità dall’antichità ai giorni nostri: la dea progenitrice, la vergine, la santa, la prostituta, la profetessa, la regina, la femme fatale, l’eroina, la madre…

In mostra si ritrovano affiancati “ritratti” e modelli di femminilità molto diversi tra loro, ognuno caratterizzato da un’idea di unicità e non convenzionalità, in una visione trasversale che abbraccia tutte le epoche, come le Storie di Santa Lucia di Jacobello del Fiore, l’Adorazione dei Pastori di Peter Paul Rubens, La Maddalena Penitente di Francesco Hayez, Les bretonnes et le pardon de Pont Aven di Vincent Van Gogh (uno dei rari acquerelli dell’artista esistenti in Italia), Le due madri di Giovanni Segantini, La quiete di Gaetano Previati, fino alla fotografia di Vanessa Beecroft, con una donna di colore in trono che tiene in grembo due gemelli, dall’intensa aura di sacralità.

ELENCO ARTISTI

Jacobello del Fiore, Michele di Matteo, autore veneto, Peter Paul Rubens, Giovanni Francesco Guerrieri, Amanzio Moroncelli, Francesco Hayez, Vincent Van Gogh, Giovanni Segantini, Gaetano Previati, Adolfo De Carolis, Mario Giacomelli, Osvaldo Licini, Vanessa Beecroft, Lorenzo Cianchi e Michele Tajariol, Andrea Salvino, Matteo Nasini, Francesco Barocco, Mark Boulos.

Orari di apertura: luglio-agosto tutti i giorni 10.30-19.30, tutti i giovedì e dal 9 al 15 agosto 10.30-24.00; settembre dal martedì alla domenica 10.30-13.00/14.30-19.00, feste e ponti orario continuato 10.30-19.30; ottobre dal martedì al venerdì 10.30-13.00/15.30-18.00, sabato e domenica 10.30-13.00/15.30-18.30. È possibile prenotare l’apertura straordinaria per visite riservate.

Tariffe: intero 6,50 euro; ridotto 5,00 euro (da 14 a 25 anni, gruppi composti da più di 15 persone, Soci FAI, Touring Club, Italia Nostra); omaggio fino a 13 anni, disabili, soci ICOM, residenti (un giorno al mese), giornalisti con tesserino. Il biglietto comprende la visita anche alle Cisterne Romane, Musei di Palazzo dei Priori, Teatro dell’Aquila, Musei Scientifici di Villa Vitali.

Per informazioni e prenotazioni: Sistema Museo 199 151 123 (dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00 escluso i festivi) - callcenter@sistemamuseo.it / Musei di Fermo tel. 0734 217140 - fermo@sistemamuseo.it / www.sistemamuseo.it






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2016 alle 16:47 sul giornale del 07 ottobre 2016 - 915 letture

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