Punto di nascita dell’Ospedale Civile: interviene il Rotary

Tagli al welfare 3' di lettura 30/12/2015 - I presidenti dei Rotary Club Altavallesina-Grottefrasassi (Giancarlo Evangelisti) e Fabriano (Angelo Francesco Stango) hanno ritenuto di inviare una lettera congiunta al Presidente della Regione Marche, Sig. Luca Ceriscioli, riguardo la chiusura del “punto di nascita” presso l’ospedale di Fabriano. Di seguito il testo completo.

Siamo i Presidenti dei Rotary Club di Fabriano ed Altavallesiana Grottefrasassi che comprendono i territori dei Comuni di Arcevia, Cerreto D’Esi, Fabriano, Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico. Le popolazioni dei suddetti Comuni usufruiscono dei servizi off­erti dall’Ospedale di Fabriano.

I cittadini, le autorità civili e religiose si sono espresse con ripetute manifestazioni e molteplici documenti inoltrati a codesta Regione, per il mantenimento del R.O. di Ostetricia sia per la professionalità del personale impiegato, sia per il servizio e la sicurezza o­fferta alle partorienti ed alle loro famiglie. Sul mantenimento del Reparto tutto è stato detto, ma invano. Una logica pervasiva e di‑fficilmente comprensibile al pubblico e a noi, insiste sulla chiusura dei ”punti nascita”. L’Ostetricia è stato ed è un patrimonio dell’Ospedale di Fabriano come degli altri Ospedali che va mantenuto e difeso con ogni possibile forza e azione. Insistiamo sul termine Ostetricia perché riteniamo oltraggioso il termine “punto di nascita”, in quanto richiama molto il “POS” punto di vendita, non avendo ovviamente la maternità nessun contatto con un’impresa commerciale. Per questo ci riterremmo soddisfatti se il linguaggio politichese si riappropriasse del termine “Ostetricia” o, al limite, “Maternità”. Anche l’uso delle parole appropriate dà un senso di rispetto al contenuto delle stesse. Ecco perché condividiamo e sosteniamo quanto intrapreso da altre iniziative e ci uniamo specificando che il servizio ospedaliero di Ostetricia negli Ospedali periferici deve essere mantenuto perché:
1) va a sostegno e difesa della sicurezza del parto di tutte le cittadine dei comuni sopracitati ed anche di altri che sono contermini ed utilizzano tale struttura;
2) nel servizio di Ostetricia dell’Ospedale di Fabriano ci sono state tutte le sicurezze per poter garantire condizioni ottimali a tutte le partorienti e non è stato dimostrato che queste siano venute meno;
3) bisogna eliminare i pericoli in cui potrebbero incorrere i familiari e le partorienti per recarsi presso le “strutture abilitate”, dovendo percorrere anche distanze superiori ai 40 Km.;
4) non condividiamo che la chiusura debba essere fatta per salvaguardare la salute e la sicurezza della madre e del bambino. A giustificazione di ciò, la Regione Marche sostiene che, se non si espletano almeno 1000 parti l’anno, l’organizzazione sanitaria non assume abbastanza esperienza per lavorare in sicurezza. Tutto ciò è paradossale. Dovrebbero chiudere anche tutte le Chirurgie Generali! Non ci risulta siano mai state eseguite 1000 operazioni alla colecisti, alle ernie, alle varici, allo stomaco all’anno, anche nei maggiori ospedali;
5) la chiusura dell’Ostetricia di Fabriano non produrrebbe alcun risparmio e il patrimonio esperenziale contenuto nella struttura andrebbe disperso; crediamo inoltre che, dove c’è un servizio di anestesia, vi possa essere anche una rianimazione neonatale a costo zero.
Chiediamo pertanto che la decisione assunta venga revocata a tutela e vantaggio dell’entroterra montano, già fortemente calpestato e martoriato. Si pensi solo alle nevicate del passato, e alle strade interrotte dalle alluvioni. Non si dica che l’elicottero sanitario possa sopperire a tutte le necessità, perché anche questo costa e non sempre può raggiungere le località di montagna! Per salvaguardare la sicurezza di tutte le partorienti del territorio dei Comuni di Arcevia, Cerreto D’Esi, Fabriano, Genga, Sassoferrato e Serra San Quirico nonché dei Comuni contermini che utilizzano l’Ospedale di Fabriano, non potrebbero essere escluse, infine, azioni per interruzione di pubblico servizio. Nell’attesa che una riflessione più approfondita possa far ritornare sulle decisioni prese in quanto non tutte le Regioni hanno deliberato nella stessa direzione, cordialmente la salutiamo.


Da Rotary Club Altavallesina Grottefrasassi





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-12-2015 alle 21:45 sul giornale del 31 dicembre 2015 - 877 letture

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