Ancona: opere d'arte sacra recuperate dai Carabinieri, sottratte in chiese della diocesi di Fermo

5' di lettura 26/11/2015 - Ben 241 opere d’arte sacra recuperate lungo le rotte pirata del mercato di settore e 11 indagati. Il preziosissimo bilancio dell’operazione “Redentore” e di altre due inchieste. Protagonisti i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Ancona

Uno dei dipinti, come tutti gli altri a soggetto sacro, era stato addirittura diviso in quattro parti, in modo da poter fruttare al massimo nel mercato in cui scorazzano da sempre i “pirati dei beni culturali”. Ma capita che ogni tanto “arrivano i nostri”, in questo come in altri casi i carabinieri del Nucleo specializzato nel tutelarlo il pressoché infinito mare del patrimonio culturale italiano. I risultati dell’operazione investigativo-giudiziaria “Redentore”, di respiro nazionale, si son potuti toccare con gli occhi nel corso del lungo incontro-conferenza stampa andato in scena ieri mattina ad Ancona nella straordinaria cornice architettonica della settecentesca Chiesa del Gesù. Aperto per un giorno (in attesa che torni ad esserlo per sempre) l’edificio di culto firmato da un certo Vanvitelli ha abbracciato con le sue eleganti navate protettive decine delle ben 241 opere di provenienza ecclesiale rintracciate, recuperate e sequestrate dagli uomini dell’Arma del sopracitato nucleo cc del capoluogo marchigiano. Una maxi retata, sviluppatasi dal febbraio scorso, e per alcuni aspetti ancora in corso, coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno, Lorenzo Maria Destro, sviluppatasi positivamente anche e soprattutto grazie alla fondamentale collaborazione coi funzionari della Soprintendenza alle Belle arti e paesaggio Marche, degli uffici per i beni culturali di alcune diocesi della nostra regione e di quello con medesima competenza della CEI.

Delle 241 perle d’arte, datate tra il XIV e il XIX secolo – per lo più quadri, ma anche alcune sculture e oggetti raffiguranti soggetti religiosi, tra cui una pala d’altare, tabernacoli, paliotti, manufatti liturgici -, tutte provento di furti o illecite alienazioni, 142 sono risultate sottratte in chiese situate nelle diocesi di Fermo, Ascoli Piceno e Macerata, e in due abitazioni private: saranno in tempi brevi restituite ai legittimi proprietari. Da una casa di Reggio Emilia era sparito nel 1989 un magnifico busto in terracotta di Gesù Cristo di scuola toscana, del ‘400 . I carabinieri hanno seguito pazientemente le tracce della sua rotta dagli effetti illeciti: passando - di accertamento in accertamento, di verifica in verifica - da un antiquario di Teramo e da due colleghi di Roma, per poi approdare prima in Inghilterra, poi di nuovo da un antiquario italiano che deteneva in buona fede il busto. Aveva abbellito fino al 1995 un appartamento di Lecco un dipinto della fine del ‘600, risultato rubato, raffigurante “La deposizione di Gesù”, individuato dai carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Cultutale (nTPC) grazie al confronto fra le foto inserite nella banca dati del loro Comando di Roma.

“Purtroppo, nonostante le ricerche, non è stato ancora possibile individuare l’originaria collocazione di vari dipinti sotto sequestro – ha detto il maggiore Carmelo Grasso, comandante del nTPC Marche, presente ieri nella Chiesa del Gesù, assieme, tra gli altri, al comandante regionale dell’Arma, generale Mochi, al vice comandante nazionale del nTPC colonnello De Regibus, al cardinale e arcivescovo dell’arcidiocesi Ancona-Osimo Edoardo Menichelli – Verosimilmente però questi provengono da edifici di culto o religiosi, da cui sono stati sottratti indebitamente prima della catalogazione”. Già, la catalogazione, l’inventariato. Mons. Menichelli ha confermato quanto sia “importante e impegnativa questa attività certosina, che vede in prima linea impegnate anche le diocesi nelle Marche come in tutta Italia”, un impegno che, tradotto in termini di spesa ammonta, a 110 milioni di euro l’anno. Otto gli indagati dell’operazione “Redentore”, tra i quali un antiquario di San Benedetto del Tronto, sotto inchiesta per reati che vanno dalla ricettazione all’illecita alienazione e al riciclaggio. E ancora. I risultati di altre attività investigative collegate sempre attuate dal nucelo TPC di Ancona. Una, sotto l’impulso della procura di Macerata, ha consentito il recupero, nel corso di un’ispezione nel negozio di un antiquario del Maceratese, di due tele asportate nel 1998 dalla Collegiata di Santa Sofia di Giugliano (provincia di Napoli): si tratta di un “San Deodato” e de “Il martirio di San Giuliano”, atribuite al pittore Giovan Francesco de Rosa. Accertamenti successivi, ed ecco che ricompaiono una grande pala d’altare, “La moltiplicazione dei pani e dei pesci”, rubata nel 2009 dal Convento dei Cappuccini di Cingoli (Mc), alcuni mobili antichi trafugati in provincia di Novara nel 1990 da un’abitazione privata, altri mobili provento di un furto avvenuto nel 1999 nella Chiesa di Santa Maria Assunta a Foligno (PG), e tre persone vengono indagate per ricettazione.

Infine i carabinieri del nTPC, guidati dalla Procura di Urbino, in collaborazione con la polizia tedesca e l’Interpool, hanno rintracciato in un mercato d’antiquariato a Palermo e quindi poi sequestrato due sculture lignee di angeli che erano state rubate da una chiesa di Massa Martana (Pg) nel 1980: erano passate, di mano in mano, da un restauratore della provincia di Pesaro ad un antiquario di Urbino, poi, finite in Germania, da una casa d’aste ad una famiglia, all’ennesimo antiquario.

In foto alcune delle opere d’arte rintracciate e sequestrate dai carabinieri

1) “Il Redentore”, busto in terracotta del ‘400 2) Dipinto raffigurante Santa Caterina d’Alessandria 3) Coppia di angeli (foto di Maira Marzioni)


di Giampaolo Milzi
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Questo è un articolo pubblicato il 26-11-2015 alle 09:32 sul giornale del 27 novembre 2015 - 1360 letture

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