Sel sulla gestione dell’acqua: non tradire il referendum

Sinistra ecologia liberta' 10/11/2015 - Il dibattito sul riordino del sistema idrico nella nostra Regione interessa, da vicino, naturalmente anche la nostra provincia. In particolare, la nuova legge dovrà affrontare il nodo della gestione del sistema idrico integrato: chi cioè gestirà effettivamente le reti idriche, effettuerà gli investimenti per l’intero sistema: captazione, distribuzione ,depurazione.

È una partita decisiva. Gli appetiti dei privati sono enormi e c’è il rischio che, in cambio di poche promesse di efficientamento delle reti, il sistema idrico delle Marche, i suoi acquedotti, la gestione delle fonti e della depurazione, finiscano in mano di società private, magari dietro lo scudo di società miste. Di questo, finora, non si è parlato.

Eppure, nel 2011 si è svolto un referendum che ha detto no ad ogni forma di privatizzazione del settore idrico e ha escluso dalla tariffa idrica qualsiasi forma di speculazione o utilità economica per il gestore. Dunque occorre partire da lì. L’acqua come bene comune deve essere sottratta a qualsiasi forma di gestione volta ad ottenere utili. Essa deve essere gestita in maniera efficiente eliminando tutte le diseconomie frutto di campanilismi e sprechi, ma attraverso un soggetto interamente in mano pubblica (Comuni e regione), che preveda la partecipazione diretta dei cittadini negli organi di controllo e di governo.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2015 alle 18:16 sul giornale del 11 novembre 2015 - 1267 letture

In questo articolo si parla di politica, macerata, sel - sinistra ecologia e libertà

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/aqgL