Cgil: 'Disoccupazione, cassa integrazione e lavoro nero: le piaghe della crisi nel fermano'

Disoccupato 03/04/2014 - Disoccupazione complessiva 2013 al 16,8%, giovanile che sfiora il 40%. Fallimenti, cessazioni e Cassa integrazione in crescita (oltre 8 mln di ore con +24,55% su 2012). Reddito disponibile in calo ed il più basso delle Marche, valore aggiunto nelle stesse condizioni, rischio povertà in aumento.

Questi sono i principali dati che descrivono una si tuazione “sconvolgente” per la nostra provincia. Il quadro attuale è dovuto alla crisi che perdura da oltre 6 anni ed alle risposte politiche sbagliate prodotte negli ultimi decenni. Della crisi abbiamo detto tante volte! Sulle politiche attuate va rinnovata una riflessione. Esse hanno affermato, con l'alibi della flessibilità, un sistema di precarizzazione spinta che colpisce tutte le generazioni di lavoratori.

A Fermo, l'86% delle poche assunzioni realizzate so no relative a contratti atipici. Di fatto, il mercato del lavoro locale è liberalizzato nella sua quasi totalità! A ciò vanno aggiunti i dati diramati dalla Direzion e Provinciale del Lavoro nei quali emerge che il 75% delle 967 aziende ispezionate in Provincia risu ltano irregolari . Una prima considerazione porta a dire che l'attività ispettiva è decisamente insufficiente data la presenza di circa 42 mila imprese. Inoltre, è in at tenuazione rispetto agli anni precedenti, quando invece, proprio di fronte al dato di irregolarità così alto, l'attività andrebbe potenziata!! Quasi tutti i settori risultano coinvolti: l’agricoltura, l’industria, l’edilizia ed il terziario.

Le irregolarità, in crescita rispetto al 2012, vann o dal lavoro nero, alle norme su salute e sicurezza , al lavoro minorile. I risultati peggiori di tutta la regione Marche si sono riscontrati nelle province di Fermo e di Ascoli P . .

Precarietà (flessibilità) e lavoro nero si traducono in svalorizzazione del lavoro. Ed è ciò che gran parte delle imprese fermane hanno adottano come fat tore competitivo. Ma questa è la scelta sbagliata perché è in alterna tiva agli investimenti, non risolve il problema della produttività (valore aggiunto), della innovazione e dell'occupazione. Anzi, come i fatti insegnano, aggrava la situazione! Come l'aggrava e non la risolve la scelta del governo di liberalizzare ulteriormente i contratti a termine e l'apprendistato. E' la stessa linea ideol ogica dei governi precedenti con la quale si inducono le aziende a non innovare, a non investir e sul capitale umano e professionale. Senza nuovi investimenti di questo tipo sarà imposs ibile determinare un futuro di lavoro con più occupazione e più reddito, anche a fronte di una r ipresa della crescita.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-04-2014 alle 00:58 sul giornale del 03 aprile 2014 - 614 letture

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