Andrenacci: 'Con rammarico lascio il Partito democratico'

4' di lettura 11/01/2013 - Lascio il Partito Democratico. Una decisione presa dopo una attenta riflessione, dopo queste giornate di silenzio che ho scelto per non lasciar strumentalizzare parole e possibili sfoghi. Lascio un partito che in questi ultimi vent’anni di attività politica mi ha dato tanto.

Non rinnego nulla della mia storia, che è cresciuta di pari passo con il centrosinistra. Ho vissuto ogni momento, dal Pds ai Ds, passando per l’Ulivo fino a questo Pd con la consapevolezza che stavamo costruendo un’Italia migliore. Nel Pd credevo molto, ma oggi mi ha deluso. È forte il rammarico per quanto successo nelle ultime settimane, culminate con le primarie di partito e le tante polemiche ancora in corso sui posti e il peso da dare ai nomi.

Settimane di incontri, discussioni, trattative, parole rinnegate e strategie cambiate senza un ‘chiaro’ disegno politico. Sono due i punti chiave chi mi hanno portato alla decisione di lascare il Pd. Il primo è l’ascesa con passo indietro finale di Matteo Renzi; il secondo è il modo in cui sono state portate a termine le primarie, fatte più contro qualcuno che per rafforzare il partito. Ho abbracciato le idee politiche, il modo di approcciarsi alla realtà del sindaco di Firenze. Ho scelto di appoggiarlo, con determinazione.

Non per andare contro il partito, ma per portarne la forza, l’innovazione, all’interno del Pd. Ora, una buona parte di queste idee le ho riviste nella nascente lista civica di Mario Monti: coinvolgere la gente, creare un’ala moderata che possa condurre l’Italia fuori da una crisi economica creata da chi ha governato, male, per lunghi anni. Può sembrare stonata la mia scelta. Ma non è così. Dopo dieci anni da sindaco, dove ho rappresentato con orgoglio il mio partito, dopo aver accumulato esperienza, dopo essermi seduto come presidente Anci al tavolo proprio con i ministri del governo Monti per convincerli che alcune mosse economiche adottate andavano modificate per il bene del Paese (in primis l’Imu da lasciare totalmente ai Comuni), ho scelto di rimettermi ancora una volta in gioco.

I responsabili della Lista Monti mi hanno cercato. Non perché gli serviva un nome da mettere in lista, ma perché hanno visto in me, e io in loro, la figura adatta per portare a compimento una rivoluzione liberale che dia all’Italia equilibrio economico e peso europeo. Sono stato cercato per la mia esperienza di amministratore, per quanto fatto vedere in questi anni di politica attiva. Per questo motivo ho deciso di lascare il Partito Democratico e di accettare l’invito dei montiani di lavorare con loro per far crescere una Italia migliore.

Lasciare il Pd è stato difficile, ho riflettuto a lungo. Ma so che non lascio gli ideali che mi hanno legato a questo partito, lascio solo un simbolo. Le idee non cambiano, c’è solo il desiderio di portarle a compimento. E Monti credo sia la persona adatta, quella che poi saprà dialogare con il centrosinistra stesso, con cui condividere progetti e riforme sconosciute al Pdl e al suo leader Silvio Berlusconi. Ringrazio il mio ormai ex partito, ho anticipatamente comunicato la mia decisione al segretario di Porto Sant’Elpidio Maurizio Conoscenti, per la fiducia accordatami, per gli incarichi ricoperti insieme, le battaglie vinte, i traguardi tagliati con soddisfazione.

Lo ringrazio e lo saluto con un augurio: torni a essere il cuore della democrazia, il luogo pulsante delle idee, il centro del confronto tra posizioni di sinistra, ma anche moderate, che sappiano raccogliere quei lberal che oggi in Italia trovano un nuovo punto di riferimento in Monti. Pensavo potesse essere Renzi il punto su cui indirizzare la barra. Non credo di essermi sbagliato, ma il finale ha vanificato un lavoro fatto di passione e fiducia. Recuperarle non sarà facile all’interno del PD. Meglio quindi uscire di scena e lasciare andare avanti le persone che le segreterie hanno deciso essere i veri riferimenti per il partito. Per me inizia un nuovo cammino insieme alla Lista Monti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-01-2013 alle 18:21 sul giornale del 12 gennaio 2013 - 496 letture

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