Capodarco con la Cgil, boicottato il contratto nazionale firmato da Cisl e Uil

capodarco 2' di lettura 14/12/2012 - La Comunità di Capodarco di Fermo esempio da seguire ancora una volta. Questa volta per la presa “in cura” dei suoi dipendenti e non più solo delle centinaia di persone accolte e aiutate dal 1966 in poi, anno della sua nascita.

Don Vinicio Albanesi, Presidente della Comunità di Capodarco, - insieme al Direttore Amm.vo Dott. Stefano Giuliani e il vicepresidente Gerardo Bianco - infatti ha da pochi giorni deciso di NON applicare il nuovo contratto nazionale di lavoro sottoscritto da ARIS (Associazione di Istituti della Sanità Privata), e solo da CISL e UIL (con la ferma opposizione della CGIL) che prevede il passaggio da 36 a 38 ore ed un abbassamento degli stipendi per i nuovi assunti (pari a circa 300 euro per i giovani neo assunti ): un’ inaccettabile involuzione che minaccia di essere allargata a tutti i lavoratori del comparto.

Non solo, Don Vinicio Albanesi, e la FP CGIL rappresentata dal segretario regionale Alberto Beltrani e dal delegato aziendale, hanno invece concordato l’incremento dei salari in base al pre-contratto nazionale Sanità Privata 2008-2009 ed il riconoscimento al personale dei relativi arretrati fino ad ora maturati. Va sottolineato che il nuovo contratto ARIS e il mancato adeguamento degli stipendi (nonostante la Regione Marche abbia da tempo versato le relative quote alle case di cura marchigiane) hanno spinto la stragrande maggioranza dei 1700 operatori marchigiani ad aderire allo sciopero organizzato dalla CGIL il giorno martedì 11 dicembre.

Queste le note sindacali relative ad una giusta difesa dei salari, fatto importante in tempo di crisi. Ma la posizione coraggiosa presa da Don Vinicio va oltretutto questo. Parlo non da rappresentante sindacale ma come uno dei tanti dipendenti della Comunità. Durante la manifestazione dell’11 dicembre ho spiegato a centinaia di colleghi meno fortunati l’orgoglio di non lavorare per un’azienda ma di lavorare per un’idea, quella di avere al centro del proprio impegno la “Persona”.

Quella di non vessare i propri dipendenti è il conseguente atteggiamento di un ente economicamente sano che come obiettivo non ha il profitto ma il benessere. Il benessere delle persone disagiate e accolte certo, ma anche, se possibile, di chi tutti i giorni con e per loro lavora in rapporto simbiotico. Per questo noi dipendenti siamo orgogliosi di lavorare, anzi, di essere parte della Comunità di Capodarco di Fermo. Orgoglio che credo vada condiviso da tutto il nostro territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-12-2012 alle 17:47 sul giornale del 15 dicembre 2012 - 585 letture

In questo articolo si parla di Capodarco, boicotta contratto

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