Presentato a Fermo il CalendaEsercito 2013

12/12/2012 - L'11 dicembre 2012 alle ore 17.30, il Comando Militare Esercito “Marche”, in collaborazione con il Comune e la Prefettura di FERMO, ha presentato il CalendEsercito 2013, presso il Palazzo dei Priori della predetta città.

Alla presentazione, effettuata dal Gen. B. Antonio Rafaele, Comandante del Comando Militare Esercito MARCHE e dal Gen. B. (ris) Roberto Coppola, sono intervenuti Autorità Civili, Militari e Religiose, nonché rappresentanti dell’Imprenditoria marchigiana, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e dei media nazionali e locali. Il calendario dell’Esercito, in questi ultimi anni, è diventato un pregevole strumento di comunicazione, diretto soprattutto alla Società esterna alla Forza Armata, per farla conoscere meglio nella sua organizzazione, nelle tecnologie impiegate e nelle attività operative in campo nazionale ed internazionale.

Il CalendEsercito 2013, dal titolo “Il Cuore delle Missioni”, festeggia il trentesimo compleanno dall’inizio della partecipazione italiana alle operazioni di gestione delle crisi internazionali, focalizzando l’attenzione sugli uomini e le donne in divisa grigioverde protagonisti di ieri e di oggi. L’opera si compone di 12 “scatti” realizzati dal Maestro GallianiI, che testimoniano le emozioni ed i sacrifici che uniscono la prima missione in Libano a quelle attuali. Essa è un immaginario viaggio nella sfera emotiva degli individui; attraversa il complesso reticolo degli eventi sullo scenario globale, ma si concentra sulle difficoltà e sui comportamenti che caratterizzano le missioni all’estero, dalla loro preparazione fino al rientro in Patria, indipendentemente dall’epoca e dal contesto.

Si inizia dall'approntamento del reparto, (gennaio) nei suoi momenti di preparazione individuale e di gruppo, funzionale all'amalgama delle unità che é di per se strumento fondamentale per la sopravvivenza ed il successo; così come vitale (febbraio) é il supporto dei familiari, rappresentato nel momento emotivamente più intenso: quello del distacco. Alla partenza (marzo) il pensiero é orientato alle sfide che si dovranno affrontare, si rivede nella mente ciò che si conosce e si interpretano gli elementi di novità, per poi tuffarsi nel turbine di sensazioni che ci afferrano una volta giunti in teatro di operazioni.

Nel contatto con il mondo reale (aprile) é obbligatorio l'esercizio della perseveranza, nel perseguire lo scopo principale di ogni attività che é quello di garantire un ambiente sicuro, come necessaria premessa per lo sviluppo e la governabilità. Ciò é possibile grazie all'impegno operativo (maggio) che mette a frutto l'addestramento ed é banco di prova della nostra professionalità. Esso include quella che rimane un'eccellenza tutta italiana: la capacità di relazionarsi con la popolazione, (giugno) di calarsi in un dimensione etica ed umana diversa, di comprendere e farsi comprendere da chi sta attraversando il tunnel della tragedia.

L’obiettivo del fotografo, scava poi ancora più in profondità: a) mettendo in luce i rapporti di amicizia tra colleghi, (luglio) anche stranieri, con i quali si vive fianco a fianco e con cui si condividono le tante privazioni, ma anche i pochi momenti di svago; b) cogliendo la nostalgia, (agosto) quel legame mai reciso con la madre patria che ci dà la forza di continuare; c) raccontando il tempo libero, (settembre) seppur limitato, che ci permette di stemperare le tensioni e recuperare preziose energie, rafforzando lo spirito di gruppo, magari anche davanti ad uno schermo televisivo.

Le operazioni congiunte con i colleghi di paesi amici ed alleati (ottobre) segnano un momento di crescita comune, umana e professionale, si realizzano con la cooperazione sul campo dove i rischi ed i disagi (novembre) vengono integralmente condivisi; sono queste le sfide che fanno parte della peculiarità della vita dei soldati e che si cerca di ridurre al minimo. Infine, il rientro in Patria, (dicembre) che suggella la conclusione dello nostro sforzo, ben consapevoli di aver onorato la bandiera, gli impegni presi dal nostro Paese e servito, al meglio, la comunità internazionale.

È il momento del ritorno, ma soprattutto é quello del ricordo, di quanti (pagina dei caduti) hanno sacrificato la loro vita lontano da casa: sulle piste sabbiose di paesi esotici o presso villaggi dai muri di fango. Resteranno per sempre nei nostri cuori.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-12-2012 alle 16:46 sul giornale del 13 dicembre 2012 - 564 letture

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