Angelo Ferracuti racconta a Vivere Fermo il suo Premio Volponi

4' di lettura 06/12/2012 - Angelo Ferracuti, organizzatore del Premio Volponi racconta la IX edizione dell'evento: la natura di un progetto che sempre più si distingue nel panorama marchigiano e nazionale e che rappresenta un fiore all'occhiello del fermano e della cultura made in Marche.

Puoi descrivere il Premio? Quali sono le sue caratteristiche?
"Il Premio intanto ha una forte struttura di rete e di collaborazioni con Enti pubblici (tra i quali la Regione Marche, la Provincia di Fermo, il Comune di Urbino e i Gal del Fermano e del Montefeltro, oltre a una serie di comuni), Privati (Coop, Fondazione Carifermo), Associazioni culturali, in particolare con la rassegna di poesia organizzata da Italia nostra, “La natura dei poeti”, con una forte impronta ecologista, e “Redattore sociale”, l’importante convegno di Capodarco dedicato ai giornalisti del sociale, il ritrovato rapporto con Urbino dove si è tenuto un importante convegno sulle “Apocalissi di Volponi” curato da Zinato, presenti i maggiori studiosi della sua opera".

Cosa ha reso speciale questa edizione?
Quest’anno diciamo che il programma era molto incentrato sul rapporto tra Paolo Volponi e Olivetti, il suo lavoro come responsabile delle politiche sociali nella fabbrica di Ivrea, al quale abbiamo dedicato una mostra, “Il bene e il bello sociale”, curata proprio dall’archivio Olivetti, ospitata a Fermo. Ma molte altre sono state le iniziative di rilievo: il concerto con Moni Ovadia e Lucilla Galeazzi, quello con Musicultura, il reading di Antonella Anedda e Milo De Angelis, l’incontro su Pasolini con Gianni D’Elia, la giornata di studi dedicata a Joyce Lussu, e ancora film, spettacoli teatrali, presentazioni di libri. Un programma durato quasi un mese che si è concluso con una serata finale partecipatissima, il Teatro delle Api gremito di pubblico, la straordinaria conduzione del Direttore di Rai3 Marino Sinibaldi, le letture di Antonio Cederna, il Premio alla carriera a Francesco Guccini, quello alla MaxMan Coop per l’Impresa e la Cultura, il premio Volponi di letteratura che è andato ad uno scrittore davvero di forte impegno civile come Franco Arminio. La partecipazione del pubblico è aumentata notevolmente, così come si è rafforzato il nostro rapporto con le scuole del circondario, quella rete di lettori al quale il premio si rivolge".

Quali erano le opere in concorso, chi sono i loro autori?
"Quest’anno la giuria tecnica, composta oltre a me dai critici Massimo Raffaeli, Emanuele Zinato, dallo scrittore Enrico Capodaglio e dal poeta e traduttore Massimo Gezzi, ha scelto tre libri di reportage, cioè narrazioni ibride che mescolano cronaca, narrazione tout court, materiale documentario. Si tratta di un reportage di tipo classico come “Il naufragio” di Alessandro Leogrande, che ricostruisce l’affondamento della nave albanese, la Kater i Rades, che ha provocato la morte di 57 persone, in gran parte donne e bambini, speronata da una motovedetta della Marina militare italiana, una delle più grandi tragedie del Mediterraneo, le ricognizioni paesologiche di Franco Arminio nel sud dell’Italia, tra notazione etnografiche e denunce sul degrado sociale e morale, cioè “Terracarne”; e, infine, il libro di uno scrittore di formazione storica, cioè Davide Orecchio (che ha vinto in questo stesso periodo il Supermondello), che ha scritto le sei biografie infedeli di “Città distrutte”, ricostruendo alcune figure tipiche della cultura politica del ‘900 tra verità e finzione, ricerche di archivio e invenzione letteraria".

Parlando dell'aspetto letterario, come sono stati attribuiti i premi? Con quali motivazioni?
"Si tratta di tre libri riusciti e di grande valore letterario, cioè quelle opere dove la scrittura, il lavoro dello scrittore, sono il principale impegno civile, cioè occuparsi di storie importanti per il Paese, attraverso le quali creare dibattito culturale, e farlo con una lingua, uno sguardo, una postura, in definitiva uno stile capace di grande potenza espressiva. A questo si aggiunge che sia Arminio che Leogrande e Orecchio sono anche intellettuali militanti, capaci di intervenire nel dibattito politico, in quello culturale e sindacale, accompagnando il lavoro letterario a quello pubblico, sociale".

Dopo il successo di questa edizione, quali sono i progetti per il futuro? Come sta crescendo il Premio Volponi?
"Il Premio è unico nel suo genere in Italia, è un premio militante, non mondano. Molte le cose sono in cantiere, e una in particolare alla quale stanno già lavorando da tempo Massimo Raffaeli ed Emanuele Zinato, cioè raccogliere in un Dvd tutti gli interventi televisivi di Paolo Volponi, un lavoro che sarà tecnicamente realizzato dalla MaxMan Coop. Perché il Premio ha anche l’ambizione di produrre oltre che eventi anche questo tipo di materiali, come accadde lo scorso anno per “Parlamenti”, un libro con due inediti dello scrittore urbinate, cioè i frammenti di un “romanzetto parlamentare” e inoltre i suoi interventi in Senato, pubblicato dalla casa editrice Ediesse".






Questa è un'intervista pubblicata il 06-12-2012 alle 18:14 sul giornale del 07 dicembre 2012 - 586 letture

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