L'arte omaggia la libertà di espressione a Palazzo dei Priori

27/10/2011 -

C’è un filo comune che unisce artisti e giornalisti: l'’ostilità, l’avversione e il rifiuto verso tutto ciò che limita la libertà di espressione. Per la verità è un bene di tutti i cittadini che artisti e giornalisti sentono più di altri perché è l’essenza stessa del loro lavoro. Ebbene partendo da questo valore è nata una collezione d’arte, unica nel suo genere, che da venerdì prossimo comincia un viaggio itinerante che toccherà le cinque province marchigiane e due città simbolo dell’arte, Roma e Firenze.



Otto tappe fino a maggio 2012. Dopo la prima mostra a Caldarola, nella prestigiosa sede di Palazzo dei Cardinali Pallotta (fino al 2 ottobre), poi Ascoli Piceno (dal 7 al 23 ottobre), nella galleria d’arte contemporanea Osvaldo Licini. Ecco le altre tappe: Fermo, Palazzo dei Priori, sala degli stemmi (dall’ 11 al 27 novembre); Ancona, Mole vanvitelliana, sala Seritery (dal 2 al 18 dicembre); Senigallia, Chiesa dei cancelli (dal 6 al 29 gennaio 2012); Pesaro, Prefettura, sala Laurana (dal 10 al 26 febbraio 2012); Firenze, Sede ancora da definire (marzo 2012) e infine Roma, Palazzo Lina Cavalieri (aprile 2012).

Una cinquantina gli artisti e le opere; unico il tema: la libertà di espressione. E’ in pericolo o è in discussione questo diritto? Senza pensarci molto dovremmo rispondere di no. Con tutte le affermazioni di principio, partendo dalla Costituzione, dovremmo sentirci ampiamente garantiti e tutelati. Invece non è così. Non lo è per i giornalisti ai quali si vorrebbero imporre “bavagli” in nome e per conto di altre presunte libertà. Non lo è neppure per gli artisti che spesso subiscono condizionamenti o sono costretti a scelte non volute con armi e arti ben più subdole e sottili. Perché proporre una riflessione su questo tema attraverso l’arte? Perché gli artisti, come i giornalisti, interpretano gli umori, le aspettative, le speranze e i sogni della gente.

E gli artisti, più dei giornalisti, ne rappresentano i sentimenti e li esprimono senza i vincoli dell’obiettività ai quali sono tenuti gli operatori dell’informazione. Partendo da questi sentimenti e valori comuni (cioè la libertà di poter esprimere qualsiasi concetto, sentimento, intuizione, idea ed emozione) è nata l’idea di questa collezione. Una chiacchierata fra amici, uno scambio di opinioni sul peso sempre più opprimente della politica e dei poteri in genere, sul giornalismo come sull’arte. In pochi mesi è stata creata una collezione particolarissima e unica; un piccolo patrimonio di creatività ed espressività che è esposto in maniera permanente nella Sede dell’Ordine dei giornalisti delle Marche, nel Centro di Ancona. Ma un messaggio così significativo e forte non poteva restare circoscritto nelle mura di una sede istituzionale. Ecco l’idea della mostra itinerante realizzata in collaborazione con il Consiglio nazionale dell’Ordine ed una serie di Enti e Fondazioni. A Caldarola la spinta determinante è arrivata dalla Comunità montana dei Monti Azzurri e dal suo Presidente Giampiero Feliciotti. Gli artisti che hanno accolto l’invito dell’Ordine dei giornalisti rappresentano stili e tendenze diverse; si sono espressi con tecniche tradizionali o innovative e si distinguono per i valori formali.

Il tema (la libertà) favorisce l’approccio fra chi lancia il messaggio (l’artista) e il fruitore (lo spettatore). Giornalisti e artisti con questa mostra non propongono ricette o soluzioni, ma invitano a ragionare e riflettere, a recuperare il senso della partecipazione collettiva alla vita pubblica.






Questo è un articolo pubblicato il 27-10-2011 alle 11:35 sul giornale del 29 ottobre 2011 - 446 letture

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