Altidona: Elio Grazioli presenta il suo libro 'Ugo Mulas'

ugo mulas 2' di lettura 17/08/2011 -

Ancora un appuntamento ad Altidona, sabato 21 agosto alle ore 21.15 nella Piazza del Teatro, nell’ambito della mostra fotografica “ Dall’est all’ovest Russia 1960, America 1964” dedicata ad Ugo Mulas - organizzata dall’Associazione Altidona Belvedere – che ha suscitato un grande interesse da parte della stampa locale e nazionale registrando inoltre uno straordinario successo di pubblico.



Nella serata di sabato 20 agosto - Elio Grazioli, autore di numerosi saggi sull’arte e la fotografia - presenta il suo libro “Ugo Mulas” (Bruno Mondadori ). Come si legge nella quarta di copertina “ questo libro, di fatto la prima ricostruzione sufficientemente completa del percorso di Ugo Mulas, offre alcune chiavi per afferrare una personalità tanto sfaccettata. La figura morale dell’uomo Mulas e la ricerca della verità che sempre, in lui, si accompagna alla rappresentazione della realtà sono il filo conduttore del percorso realizzato, tra parole e immagini, da Elio Grazioli, che restituisce la ricchezza di un’avventura stroncata proprio quando avrebbe ripreso slancio per altri capolavori”. L’appuntamento si annuncia davvero interessante. Consentirà al pubblico di penetrare nelle pieghe del lavoro e della vita di Mulas attraverso la proiezione di un centinaio di immagini, che ne ripercorrono il cammino artistico e le voci di Elio Grazioli e del grande Mario Dondero, che di Mulas fu collega e amico fraterno.

L’esordio di Mulas, come fotografo, è legato proprio a Mario Dondero (grande fotoreporter tutt’oggi attivissimo). Sembra quasi una favola, ma le cronache attestano che un giorno, erano i primi anni Cinquanta, mentre erano seduti su una panchina del parco Venezia, a Milano, Mario Dondero pone la propria macchina fotografica tra le mani di Ugo Mulas e lo incoraggia ad occuparsi di fotografia. Dondero e Mulas, per un certo periodo si divideranno l’uso di quella macchina fotografica. Non poche volte, si sono visti costretti a sacrificarla al Monte dei Pegni per avere subito del denaro con cui sviluppare le fotografie da consegnare in tempo ai giornali. Non appena le testate li retribuivano, si precipitavano a recuperare il loro prezioso e amato oggetto.


dalla Associazione Altidona Belvedere




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-08-2011 alle 17:23 sul giornale del 18 agosto 2011 - 786 letture

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