La Fabbrica di Nichi su motodromo: 'Contrarietà senza riserve'

3' di lettura 12/11/2010 -

Allo sterile dibattito “motodromo sì, motodromo no”, che per mesi ha calamitato l’attenzione dei media, la Fabbrica di Nichi di Fermo ha scelto sin dalla sua nascita di non partecipare senza aver prima maturato un’adeguata consapevolezza della questione.



Una consapevolezza, vogliamo rimarcarlo con forza, costruita attraverso diversi confronti con tecnici ed associazioni del territorio, così come partecipando ad incontri pubblici tra Fermo e Sant’Elpidio a Mare, fino all’adesione alla manifestazione “Madre Terra” dello scorso ottobre. Alle nostre riunioni settimanali, inoltre, il tema è stato costantemente approfondito, grazie al contributo di persone che, per la prima volta, si sono spontaneamente avvicinate alla Fabbrica. La nostra visione, le proposte ed i progetti avviati o messi in cantiere per favorire il dibattito all’interno (e fuori) della città, ci spingono oggi ad esplicitare una contrarietà senza riserve ad un impianto come quello prospettato per San Marco alle Paludi. Siamo contrari perché l’eventuale insediamento comprometterebbe non soltanto un’area paesaggisticamente importante, ma lo sviluppo dell’intero territorio provinciale. Perché il motodromo diventerebbe un precedente devastante: a giochi fatti quale Amministrazione, domani, potrebbe arrogarsi il diritto di negare ad un privato la possibilità di progettare e realizzare un impianto altrettanto impattante (per dimensioni, emissioni e modificazioni annesse) in altri Comuni della provincia?

Fatte salve le normative vigenti, come si potrebbe ostacolare il proliferare di insediamenti fuori contesto (come - non ce ne vogliano i nostri amici motociclisti - lo stesso motodromo è), a discapito della riqualificazione di aree già compromesse da scellerate politiche urbanistiche perseguite nei decenni passati dall’intera classe dirigente di questo territorio? Va ricordato che, purtroppo, colate di cemento e asfalto hanno trovato “terreno” fertile grazie a politici di sinistra come di destra, passando per il cosiddetto centro. Riteniamo che l’emergenza occupazionale, che condiziona le giovani generazioni come più mature, meriti risposte tangibili piuttosto che balletti di cifre su eventuali presenze e presunti budget di spesa dei singoli. Questa città e questa provincia hanno già vissuto gli effetti di speculazioni di basso, medio o alto profilo. Promesse di circostanza che si sono sommate ad altre promesse. Con ferite che sono ancora sotto i nostri occhi e, in qualche caso, dentro le nostre stesse famiglie. Abbiamo letto centinaia di dichiarazioni, e molte altre ne leggeremo fino alla decisione del Consiglio provinciale, qualcuna ben oltre il ridicolo. Come definire altrimenti l’ipotesi da parte del Sindaco Di Ruscio di limitare l’utilizzo delle auto per i cittadini entro un chilometro dalla propria abitazione? Lo stesso Di Ruscio che spaccia a giorni alterni il motodromo di San Marco come una pista “CO2 free”.

Come si coniuga una battaglia per la riduzione delle polveri sottili con un aumento vertiginoso (a detta dei sostenitori del progetto) della mobilità su due e quattro ruote dentro e fuori l’impianto di San Marco? E’ così convinto, il primo cittadino, che sia sufficiente una piantumazione per contenere gli effetti di un cambiamento così radicale? In tutto questo pasticcio, ci resta una convinzione inderogabile: alla politica il diritto/dovere di decidere, ai cittadini il diritto/dovere di esprimere la propria opinione, con la civica pretesa di condizionare - informandosi, ascoltando ed argomentando - il futuro di questo territorio. Ed in questo modo la Fabbrica, nel piccolo spazio che è stata capace di ritagliarsi, continuerà a lavorare.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-11-2010 alle 18:50 sul giornale del 13 novembre 2010 - 860 letture

In questo articolo si parla di politica, motociclismo, fermo, Nichi Vendola, motodromo

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