Di Ruscio: il fallimento del CUP regionale non può passare inosservato

sanità 25/09/2010 -

La situazione sanitaria nelle Marche è preoccupante. Così come la situazione della Zona Territoriale 11. Gli elementi su cui la Regione, nello specifico l’assessorato alla Sanità, sarebbe dovuta intervenire immediatamente sono molteplici: dall’indagine sulle liste di attesa portate avanti dai Carabinieri ai concorsi per primari che si sono trasformati in un susseguirsi di ricorsi legali.



A far riflettere i dirigenti regionali avrebbe dovuto pensarci anche il giudizio in merito al lavoro svolto dai direttori di zona. Classifica che ha visto quello fermano al penultimo posto. Ultimo, gravissimo caso che si aggiunge a questo già preoccupante elenco, è rappresentato della recente scoperta del documento falso del Collegio di Direzione dell’ottobre 2007, approvato all’unanimità, con il quale la Asur autorizzava le visite intramoenia in alcune strutture private, un atto che era stato redatto e falsificato nel marzo 2010, dopo che era stata avviata l’indagine sulle lunghe liste d’attesa al 'Murri'. Ad aggravare le cose c’è oggi il grave flop del nuovo Centro Unico Regionale di Prenotazioni. L’Esecutivo regionale ha voluto fortemente la creazione di un CUP UNICO gestito da privati finanziando il progetto con centinaia di migliaia di euro pubblici. In data il 13 settembre 2010 è entrato in funzione il CUP unico regionale. Obiettivo dell’intervento, voluto dalla Regione Marche e dall’Assessore alla Sanità Almerino Mezzonali, era quello di rendere più semplici le modalità di prenotazione degli esami e delle prestazioni sanitarie.

L’avvio del CUP UNICO si è rivelato essere invece un enorme flop. Un progetto finanziato con soldi pubblici che ha dimostrato di non funzionare, creando gravissimi problemi per gli utenti e per i lavoratori stessi. Il sistema informatizzato che è stato predisposto per le prenotazioni di esami e prestazioni sanitarie in tutta la regione è risultato essere inadeguato, con continui blocchi e problemi per rintracciare i codici identificativi degli utenti. Appuntamenti che figurano solo sulla carta. Accade spesso infatti che il paziente si presenti alla visita per poi scoprire che il suo nome non risulta essere presente nella lista degli appuntamenti del giorno. Tutto questo sta provocando lunghissime file agli sportelli degli ospedali, confusione sulla definizione degli appuntamenti per visite e prestazioni mediche. Un caos che sta interessando anche la Zona Territoriale 11 creando non pochi problemi anche all’ospedale Murri di Fermo. Le chiamate di protesta da parte dei cittadini sulla situazione a dir poco gravissima del CUP unico regionale sono sempre più frequenti e il malumore è tangibile. Un malcontento che non arriva solo dagli utenti ma anche da parte dei lavoratori stessi, in primis quelli dei call center, che si devono far carico dell’ondata di proteste senza avere di fatto i mezzi per fornire risposte adeguate ne tanto meno gli strumenti informatici necessari per poter garantire una corretta e ordinata raccolta delle prenotazioni. Come sta avvenendo in tutta la Regione, anche nel Fermano ci sono cittadini che non sono riusciti a prenotare una visita o che si sono sentiti rispondere al telefono che il loro codice di prenotazione era stato smarrito e che sarebbero stati richiamati, invano, non appena gli uffici regionali fossero riusciti a ritrovarlo.

Un gravissimo fallimento come quello del Centro Unico di Prenotazione regionale non può passare inosservato e che sta portando vantaggi solo ai privati a cui è stato affidato il servizio. Gravissime responsabilità politiche che vanno ad intaccare uno dei diritti primari di tutti i cittadini, quello alla salute. Pertanto riteniamo doverose le dimissioni immediate dell’Assessore Regionale alla Sanità Almerino Mezzolani in quanto figura responsabile del disservizio che ha creato disagio a migliaia di cittadini della Regione Marche. Il Governatore della Regione Marche può rimandare la definizione delle responsabilità gestionali ad un secondo momento ma quelle politiche sono evidenti e non occorre ricercare nulla, bastano le proteste della popolazione. Ci troviamo di fronte ad una grave interruzione di un servizio pubblico indispensabile per il quale non è possibile aspettare.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-09-2010 alle 17:59 sul giornale del 27 settembre 2010 - 619 letture

In questo articolo si parla di sanità, attualità, ospedale, fermo, Comune di Fermo, CUP

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