Abolizione province: Macerata si allarga da da 300 a 700 mila abitanti?

2' di lettura 27/05/2010 -

 Ascoli e Fermo sono a rischio soppressione. Non raggiungono la quota di 220 mila abitanti prevista dal decreto anti-crisi del governo e rischiano di dover sparire. Quanto previsto nel decreto del governo non sarebbe però attuabile.



Appena un anno di vita per la provincia di Fermo, strenuamente voluta dai suoi abitanti, circa 167 mila, troppo pochi secondo Tremonti per mantenere la neonata istituzione come autonoma. Ascoli che fino ad un anno e mezzo fa sfiorava i 400 mila residenti, ora dopo lo smembramento a quota 213 mila abitanti è lievemente al di sotto di quanto previsto nel testo, secondo i dati Istat.


Le norme prevedono 60 giorni per i comuni, per scegliere sotto quale provincia, tra quelle non abolite passare. Entro 120 giorni, dovrebbe arrivare il decreto della Presidenza del consiglio per stabilire le nuove circoscrizioni. Altri due mesi, dal decreto, per trasferire beni e risorse delle province soppresse.


La cosa però è diventata un piccolo giallo. Letta così la norma, sembrerebbe aprire la possibilità al detto “Macerata Granne”, con il passaggio di una serie di comuni del fermano alla provincia di Macerata, mentre altri dell'attuale provincia di Ascoli potrebbero propendere per l'Abruzzo. Un'altra soluzione per salvare la provincia di Ascoli è il passaggio di alcuni comuni da quella di Fermo (si indicano Montefortino o Amandola), che riporterebbero gli abitanti sopra quota 220 mila. La Lega aveva parlato di Regione Picena, nel discorso di insediamento del consiglio regionale.


Una sorta di provincia di Macerata “allargata” alla zona picena, appare però poco praticabile. Gli abitanti della provincia di Fermo si rassegneranno a cambiare di nuovo sigla, dopo aver tanto lottato per la neonata provincia? Nel dibattito complessivo torna d'attualità il tema dell'abolizione totale di questo ente intermedio che alcuni indicano come non necessario nell'articolazione amministrativa.
Per l'Upi (Unione province italiane) il testo non prevede norme adatte all'abolizione delle province da affrontare “nella discussione gia' in atto sulla Carta delle Autonomie che all'articolo 14 parla di razionalizzazione e lo si fara' coerentemente con l'articolo 133 della Costituzione'', si legge in una nota.


Quanto previsto nel testo del decreto anti-crisi allo stato degli atti non è possibile attuarlo, senza una serie di passaggi legislativi ed amministrativi, come confermato dallo stesso ministro Tremonti, che di fronte all'incalzare di Bossi sul no all'abolizione della provincia di Bergamo ha risposto che per fare questo occorre modificare la costituzione.






Questo è un articolo pubblicato il 27-05-2010 alle 18:06 sul giornale del 28 maggio 2010 - 654 letture

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