Una 'Lettera da Capodarco' per parlare di sociale

scrivere 26/04/2010 - Una “lettera” agli amici nata per tenere uniti i fili di un rapporto fatto di ideali, lavoro, progetti o semplice affettività. Ma anche un periodico che affronta e analizza problematiche di interesse locale e nazionale su welfare, disagio e impegno sociale. Tutto questo è “Lettera da Capodarco”, il bimestrale della Comunità di Capodarco di Fermo presentato in conferenza stampa questa mattina dal presidente don Vinicio Albanesi..

Il primo numero verrà spedito per posta a circa milleduecento indirizzi: operatori, soci, associazioni, famiglie, istituzioni. “Amici” appunto, che come individui o gruppi hanno incontrato la Comunità. Tuttavia la platea dei lettori è potenzialmente molto più vasta. Molti sono infatti i contenuti di interesse generale. Insieme alla “Lettera” è stata presentata anche la “Guida ai servizi e alle attività della Comunità di Capodarco di Fermo”, un opuscolo utilissimo per conoscere la Comunità e i molti servizi che offre per rispondere alle problematiche sociali del territorio. Capodarco si occupa infatti di disabilità fisica e mentale, riabilitazione, psichiatria, minori italiani e stranieri, ragazze in difficoltà e ragazze madri, tossicodipendenza. Molta attenzione è dedicata inoltre a formazione professionale, informazione e comunicazione sociale.


Nel corso della conferenza stampa don Albanesi ha sottolineato la necessità della creazione, nel territorio di Fermo, di un centro riabilitativo di medio lungo termine per le persone affette da malattie degenerative gravemente invalidanti. Non solo la Sla (sclerosi laterale amiotrofica) che presenta nel territorio fermano un’incidenza molto elevata, ma anche la distrofia e alcune forme di Parkinson. La “Lettera”, tra le altre notizie, contiene infatti un’intervista a Mario Signorino, primario di neurologia dell’ospedale di Fermo, che rileva un’incidenza doppia della sclerosi nel fermano rispetto alla media nazionale. Il motivo è soprattutto la familiarità, ossia la presenza di un gene mutante che viene trasmesso dai genitori ai figli, ma si registrano anche casi “sporadici”. La persona colpita da questa malattia perde rapidamente tutte le autonomie e la necessità di assistenza, per lo più da parte dei familiari, aumenta progressivamente. Capodarco si occupa di Sla dal 1990.


Il Centro di Riabilitazione, in convenzione con la Zona territoriale 11 di Fermo, segue le persone colpite in tutte le fasi: dalla perdita delle capacità neuromotorie, alle problematiche legate alla respirazione, alla deglutizione e alla fonazione. Attualmente sono seguite a domicilio 9 persone con sla e 10 ambulatorialmente. “La creazione di un centro riabilitativo a medio lungo termine – ha spiegato il presidente della Comunità di Capodarco - permetterebbe di sgravare le famiglie da un peso che sopportano con grandissima sofferenza e sicuramente darebbe risultati migliori a livello di cura. Le persone potrebbero essere seguite costantemente con un intervento personalizzato e tarato sulla lenta ma purtroppo inesorabile progressione della malattia”. Tornando alla “Lettera”, il primo numero si apre con una riflessione di don Vinicio Albanesi sulle organizzazioni non profit. L’analisi del presidente della Comunità si focalizza soprattutto sugli errori e le prospettive future del terzo settore in Italia. Le conclusioni prendono le mosse sia dall’esperienza quarantennale di Capodarco che dai risultati di un convegno nazionale, tenutosi a Roma nell’ottobre del 2009, con la partecipazione di personaggi illustri (W. Sachs, G. De Rita, Mons. Nervo, Marco Vitale). Un check up a 360 gradi sulle politiche sociali in Italia, in occasione del decennale della legge 328, è invece quello nato da un incontro tra tutti i dirigenti delle comunità locali legate a Capodarco e l’esperto di welfare Cristiano Gori. La “Lettera ne pubblica un resoconto dettagliato. Le riflessioni sviluppate in quella tavola rotonda dovrebbero portare molto presto a un “manifesto” di analisi e proposte da lanciare a livello nazionale. Ma la “Lettera” è anche uno strumento“di raccordo” tra le molte realtà di Capodarco sparse nel fermano e nel maceratese. Largo spazio è quindi dedicato a notizie, attività e progetti dei servizi territoriali. Il primo numero contiene un focus speciale sulla Comunità Sant’Andrea di Fermo, una struttura semiresidenziale che attualmente accoglie 10 persone adulte affette da disabilità gravissima e che si ispira alla filosofia del “dopo di noi”. Don Vinicio Albanesi ha approfittato della conferenza stampa anche per presentare la Festa nazionale della Comunità di Capodarco. La settima edizione di questo incontro, dedicato al territorio fermano e con la partecipazione delle varie sedi italiane della Comunità, si svolgerà il 26 e 27 giugno e unirà ancora una volta momenti di spettacolo e di convivialità ad occasioni di riflessione e di presentazione delle attività. Per la prima parte spicca certamente il nome di Ascanio Celestini, attore tra i più apprezzati e impegnati del nuovo teatro italiano: tra le sue opere più note, "Scemo di guerra", "La pecora nera", "Appunti per un film sulla lotta di classe", "Parole Sante" sui lavoratori precari, mentre molti lo conoscono per le sue apparizioni al programma di Rai Tre "Parla con Me". Celestini si esibirà sabato sera, preceduto dal cabaret di Giorgio Montanini della compagnia fermana Improvvivo, e seguito dal cantautore romano Alessandro Mannarino, artista della stessa produzione di Vinicio Capossela, anch'egli protagonista di "Parla con me".


La domenica è invece previsto un concerto dei "Pizzica Salentina" (nel pomeriggio terranno anche uno stage su questa trascinante musica pugliese) e uno spettacolo di Improvvivo. L'ormai tradizionale dibattito di apertura, il sabato pomeriggio, avrà tra gli spunti di discussione la celebrazione nel 2010 dell'anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, affrontando però il tema anche dal punto di vista locale, alla luce delle conseguenze della crisi economica e della necessità di trovare nuove forme di sviluppo sostenibile, in un territorio, come quello fermano, passato in pochi anni dall’agricoltura, alla piccola industria e che ha ormai visto tramontare il mito della “piena occupazione”. Infine un appello per la devoluzione del 5 per mille all’Ente morale Comunità di Capodarco. Chiunque volesse utilizzare questo strumento gratuito di finanziamento per sostenere i progetti della comunità deve riportare nello spazio apposito della dichiarazione dei redditi – modello Unico, 730 o CUD – il Codice fiscale: 90031510440. Il primo numero della “Lettera da Capodarco” e la “Guida ai servizi e alle attività della Comunità di Capodarco di Fermo” si possono scaricare in formato Pdf dal sito: www.comunitadicapodarco.it






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-04-2010 alle 19:02 sul giornale del 27 aprile 2010 - 1359 letture

In questo articolo si parla di attualità, letteratura, Comunità di Capodarco