Porto S. Elpidio: a Villa Baruchello la mostra 'Sensibili inganni'

porto s.elpidio 15/04/2010 - Si inaugura venerdì 16 aprile, alle ore 21, a Villa Baruchello la mostra “Sensibili inganni” di Nazareno Rocchetti, presentata da Daniela Simoni, direttrice del Centro Studi Osvaldo Licini.

L’esposizione sarà anche inconsueta cornice per una pièce teatrale a due voci, “England” di Tim Crouch, riflessione sulla mercificazione dell’arte, sul rapporto tra arti figurative e teatro, sul confine tra realtà e rappresentazione, sulla complessità delle relazioni umane. Per Rocchetti è un ritorno nella città di Porto S. Elpidio e nel contesto teatrale, infatti le sue opere hanno già accompagnato con successo le stagioni teatrali 2007/2008 e 2008/2009 del Teatro delle Api. “Si tratta di una performance insolita – dichiara l’assessore alla cultura Annalinda Pasquali- rispetto a quelle offerte finora al pubblico; in questo spettacolo gli attori interagiscono con le opere e con gli spettatori, tutti mischiati in un unico spazio.


Si tratta di uno spettacolo di “ricerca” che abbiamo voluto perché riteniamo necessario sperimentare nuove forme d’espressione a vantaggio dell’arte ma, soprattutto, per fornire nuovi stimoli al pubblico che ci piace critico e non passivo” Singolare è il modo in cui la vicenda artistica di Rocchetti si intreccia con quella esistenziale: fisioterapista della Nazionale Italiana di Atletica Leggera (tra i suoi pazienti più noti figurano personaggi come Pietro Mennea, Sara Simeoni, Gabriella Dorio, Giovanna Trillini, Gelindo Bordin, Valentina Vezzali ecc), da alcuni anni si dedica all'arte, dapprima con opere di scultura poi, dopo l'incontro con il grande esponente dell’arte informale spagnola Josè Guevara, inizia anche la sua attività di "artista del fuoco". Da Guevara Rocchetti ha infatti appreso la particolare tecnica della “combustione del pigmento”: come in un’antica officina alchemica, l’artista spagnolo ha scelto lui quale depositario dei suoi segreti artistici e quindi come suo “erede”. Le figure totemiche scolpite con forza da Nazareno Rocchetti ed esposte in questa mostra sono creature inquietanti, giocose e enigmatiche come statue menhir, hanno insieme l’essenzialità e la terribilità dell’arte primitiva. Arte come inganno, arte che stupisce, confonde: non i rassicuranti percorsi della ragione ci conducono a coglierne il senso, ma la mutevole percezione dei sensi e il sentire dell’anima.


Le grandi madri, simili a veneri preistoriche, senza volto, sono metafora della creazione, dell’eros inteso come energia vitale; l’uomo mela è una metamorfica entità che sembra aver appena acquisito forma dal tronco di pioppo. Evidente il valore semantico della mela, simbolo del peccato originale, della tentazione e insieme della redenzione. Ricorre in queste sculture il tema del doppio, della coppia figlio-madre o degli amanti, o ancora lo sdoppiamento della forma: arte come gioco di specchi, come “riconoscimento” di sé o come identificazione con l’altro. Gli impenetrabili volti femminili che affollano le tavole dipinte sono i polimorfici frammenti della nostra interiorità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-04-2010 alle 20:17 sul giornale del 16 aprile 2010 - 846 letture

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