E' crisi per tre aziende su quattro tra fermano e piceno

OPERAIO| 2' di lettura 10/04/2010 - Gli artigiani delle province di Ascoli e Fermo, oltre 14.000 imprese, quasi 18.000 fra titolari e soci, afferma il responsabile di Confartigianato imprese Gilberto Gasparoni, giudicano difficile l’andamento dell’economia, picena e fermana.

Uno degli aspetti che la crisi economica ha maggiormente amplificato e' la difficoltà di accesso al credito. Su questo fronte, infatti, un'azienda su cinque ha riscontrato problemi e a circa il 7% di queste imprese non e' stato concesso il finanziamento richiesto vedi manifatturiero e servizi alle imprese .


I risultati di una indagine realizzata dalla Confartigianato di Fermo tra le sue imprese presenta un panorama a tinte fosche che desta qualche preoccupazione per lo sviluppo futuro dell’artigianato. Confartigianato di Fermo ed Ascoli osserva che “i fatturati delle micro e piccole imprese del territorio hanno registrato una forte flessione nell’ultimo biennio e il 2010 non lancia segnali troppo incoraggianti. In ogni caso, a fronte dell’attuale congiuntura, prosegue Gasparoni, è assolutamente necessario adottare misure straordinarie a sostegno delle aziende più deboli, facilitando l’accesso agli strumenti finanziari agevolati e, parallelamente, rinforzare le capacità di investimento delle realtà che oggi continuano a trainare la nostra economia”. Nel complesso circa tre aziende su quattro accusano pesanti ripercussioni.


Considerando l’evoluzione dei tempi medi di pagamento dei clienti, le aziende artigiane hanno evidenziato in misura più consistente un aumento dei tempi di pagamento ed anche per quanto riguarda gli insoluti sui crediti si è rilevato un incremento molto consistente dei crediti inesigibili. “Il quadro complessivo lascia perciò poco spazio al dubbio che siano proprio le imprese artigiane a pagare duramente questa particolare congiuntura commenta , Maria Desireè Basili responsabile area credito di Confartigianato. Un settore produttivo come il nostro ha bisogno di sostegno immediato”.


Potenziare il ruolo dei confidi, diminuire laddove possibile la pressione fiscale locale oltre che garantire i pagamenti e la partecipazione delle piccole imprese agli appalti e alla gestione dei servizi locali, potrebbero essere alcune risposte da fornire agli artigiani per fronteggiare il duro momento. Oggi più che mai ci aspettiamo davvero una piena assunzione di responsabilità, ciascuno per le proprie competenze, ma nella direzione e nei confronti delle imprese che hanno bisogno di decisioni rapide e di misure di politica economica che consentano una ripresa celere della domanda e degli investimenti.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-04-2010 alle 15:27 sul giornale del 12 aprile 2010 - 757 letture

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