Porto S. Giorgio: sfrattata famiglia di libanesi

comune di porto san giorgio 22/01/2010 - E’ stato effettuata questa mattina alle ore 9 l’esecuzione forzata dello sfratto di una famiglia libanese da un immobile sito in Via Salvadori. Presenti sei persone: madre e cinque figli, tra i quali un maggiorenne disabile, due maggiorenni e due minori.

La famiglia in questione era ospite per motivi umanitari dal 27 luglio 2007 a Porto San Giorgio nell’ambito del progetto Human rights, di responsabilità del Gus, gruppo umana solidarietà. Avrebbe però dovuto uscire dal progetto del Gus già dai primi mesi del 2008, per il fallimento di numerosi tentativi di integrazione socioeconomica prospettati a più rprese dallo stesso Gus. Il nucleo familiare in questione da due anni ha rifiutato ogni tipo di sostegno da parte del Gruppo umana solidarietà: ricerca di un diverso alloggio, contribuzione a rate di affitto di immobili, buonuscita.


La situazione delle ultime settimane, con l’avviso di esecuzione, è stata seguita dall’Amministrazione comunale, che proprio con delibera di giunta approvata nella giornata di ieri, giovedì 21 gennaio, ha garantito alla famiglia libanese una sistemazione con oneri a carico del Comune presso la struttura residenziale Holiday di Porto Sant’Elpidio. Questa mattina, durante l’esecuzione dello sfratto, la famiglia si è rifiutata ad ottemperare all’esecuzione e di ricorrere all’alloggio messo a disposizione dal Comune. Ne è derivato un momento di concitazione, che ha visto per due volte l’interessamento del 118, per soccorrere prima la madre, poi il figlio diversamente abile.


Le due figlie maggiorenni, che inizialmente chiedevano che il Comune mettesse loro a disposizione un alloggio a Porto San Giorgio, dichiarando di non avere nessun altro luogo dove recarsi, hanno successivamente esibito la chiave di un appartamento ammobiliato, riscaldato e pronto per l’utilizzo, sito a Porto San Giorgio lungo la Statale Adriatica. E’ stato offerto alla famiglia un pasto, rifiutato dietro assicurazioni di avere disponibilità sufficiente per provvedere autonomamente. Nessun membro del nucleo familiare in questione è a carico dell’Amministrazione comunale. I Servizi sociali del Comune continueranno comunque a vigilare la situazione nell’interesse dei due figli minori.


“Mi sembra evidente – commenta il sindaco Andrea Agostini – che il caso, così clamoroso all’apparenza, sia molto meno eclatante nel concreto, trattandosi di una famiglia che già da due anni avrebbe dovuto uscire dal progetto Gus, che si è fatto comunque carico delle sue esigenze fino ad ora, nonostante già da tempo fossero venuti meno i presupposti per la partecipazione al progetto Human rights.


Non era evidentemente reale la mancanza di soluzioni abitative, dal momento che prima i componenti della famiglia hanno rifiutato un alloggio proposto dal Comune, poi hanno esibito le chiavi di un appartamento a Porto San Giorgio da utilizzare immediatamente. Comunque è opportuno ricordare che la vicenda coinvolge direttamente il Comune solo nel caso di abbandono di minori, fatto che in questa situazione non si configura”.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-01-2010 alle 16:20 sul giornale del 23 gennaio 2010 - 1078 letture

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