Monte Urano: tornano i mercoledì d\'essai con Hanno Hofer

cinema 19/10/2009 - Torna puntuale mercoledì l\'appuntamento con il cinema d\'autore. Protagonista questa settimana è il film \"Racconti dell\'età dell\'oro\" di Hanno Hofer con Razvan Marculescu, Cristian Mungiu, Costantin Popescu, Ioana Uricaru.

Racconti di vivace cinematografia, eroica sopravvivenza tra le miserie e le bassezze di chi ha la pancia vuota ma la testa piena di direttive e regolamenti. Lo sguardo lucido dei registi restituisce il clima di corruzione, paura, assenza di prospettive da cui scaturiscono la capacità di ridersi addosso e di reinventarsi.

LA CRITICA DEL FILM: Mario Mazzetti (dal sito: Federazione Italiana Cinema Essai) Chiunque, prima della caduta del Muro, abbia visitato i paesi oltrecortina ne ritroverà gli umori e gli affanni nel film collettivo presentato a Cannes (Un certain regard) nella versione a 5 episodi – in patria è stato suddiviso in due parti per complessivi 6 racconti (4 politici e 2 sentimentali) mentre in Italia uscirà con 4 episodi. Ad aggravare la situazione del popolo romeno, il regime fondato sul culto della personalità del conducator Ceaucescu: forse per questo sono giunti proprio da questa vivace cinematografia i racconti di eroica sopravvivenza, di un grottesco quasi epico tra le miserie e le bassezze di chi ha la pancia vuota ma la testa piena di direttive, regolamenti e riverenze. Artefice dell’operazione è Cristian Mungiu, Palma d’oro 2007 per 4 mesi, 3 settimane, 2 giorni e qui sceneggiature unico, nonché regista di uno degli episodi, quello del trasportatore di polli (ma la paternità degli episodi non è indicata, rendendo l’opera collettiva a tutti gli effetti). L’effetto complessivo è convincente, lo sguardo lucido e partecipe dei registi (nati tra il ’67 e il ‘76) restituisce il clima di corruzione, paura, assenza di prospettive da cui scaturiscono la capacità di ridersi addosso come di reinventarsi costantemente.

L’incipit è travolgente, con il villaggio di provincia in fibrillazione per il passaggio del corteo governativo e la necessità per i funzionari locali di assecondare voleri e capricci del comitato organizzatore. Tra festoni, cibi e animali, musica e ripensamenti, la frenesia viene restituita con un ritmo alla Kusturica, in una galleria di personaggi caricaturali che si conclude su una giostra da cui nessuno riesce a venir giù, una metafora che richiama il finale della Roma bene di Lizzani. C’è poi spazio per i traffici di un trasportatore di pennuti ligio alle regole (Vlad Ivanov, già procuratore di aborti in 4 mesi…), che in un contesto di razionamento e baratti sarà indotto da una procace ostessa a sfruttare i guadagni potenziali dello smercio di uova. L’apice narrativo del film è l’episodio ambientato in un palazzone, dove la famiglia di un poliziotto riceve in regalo un maiale vivo, occasione unica per mangiar bene purché i vicini non vengano a saperlo; la difficoltà è uccidere la bestia e la scelta ricade sull’asfissia da gas: se l’esito non è dei più fortunati, la costruzione narrativa si rivela irresistibile. L’ultimo degli episodi racconta la leggenda del giornale di partito che doveva pubblicare la foto di Ceaucescu al fianco del presidente in visita Giscard d’Estaing: tra ritocchi e colbacchi, finì per essere l’unico numero censurato del giornale. Gli ultimi due episodi che non vedremo, se non in dvd, narrano di un maestrino idealista che si reca in una remota zona rurale per annullare il tasso di analfabetismo e di due ragazzi che raccolgono campioni di “aria viziata” per riportare i vuoti a rendere e godere di un dose minima di “benessere”. La grafica di raccordo, le poche scene di simposi e raduni sposano stile e linguaggio del socialismo reale. Il risultato delle leggende urbane degli anni ’80 si avvicina a un sonoro sberleffo, debitore della commedia all’italiana dei tempi d’oro, tragicomico e realistico e indirizzato a chi ha costretto le generazioni precedenti a genuflettersi a idoli di cartone.

Roberto Nepoti – La Repubblica Regista di punta della \"nouvelle vague\" romena, Cristian Mungiu torna con un film di tono molto diverso da quello (\"4 mesi 2 settimane 3 giorni\") che gli fece conquistare la Palma d\'oro a Cannes: un tono surreale, grottesco, amaramente comico. Fin dal titolo, che si riferisce agli ultimi anni della dittatura di Ceausescu, periodo orrendo ma denominato \"età dell\'oro\" dalla propaganda ufficiale. Il film raccoglie quattro diversi racconti, tutti ispirati ad altrettante \"leggende metropolitane\" del periodo e tutti scritti da Mungiu, che ne ha affidato la direzione a quattro colleghi. \"La leggenda della visita ufficiale\" riguarda il maquillage cui il villaggio di Vizuresti è sottoposto in previsione di una visita di funzionari politici, evento che non si verificherà mai. \"La leggenda del fotografo di partito\" gioca sull\'incontro tra Ceausescu e il presidente francese Giscard d\'Estaing e ci informa che la censura sulla stampa può esercitarsi attraverso una foto anche \"per colpa\" di un cappello. Nella \"Leggenda del camionista di pollame\" si scopre quanto chi trasporta merci commestibili possa, all\'improvviso, diventare sexy agli occhi di una bella locandiera. L\'ultimo episodio è \"La leggenda del poliziotto ingordo\", dove apprendiamo le tecniche su come fare la festa a un maiale senza insospettire i vicini. In un modo o nell\'altro, tutti i \"corti\" sono variazioni sull\'eterno tema popolare della fame e dei tentativi di soddisfarla. Mongiu racconta che, dopo \"4 mesi 3 settimane 2 giorni\", qualcuno lo etichettò come il tipico regista da festival. Fama che ha voluto smentire ispirandosi alle atmosfere dei film italiani degli anni 60 e 70, spesso caustici ma anche \"diretti\" e divertenti. function ugcpost(url, width, height) { window.open(url,\"ugcpost\",\'width=\' + width + \',height=\' + height + \',scrollbars=1,resizable=1,menubar=yes,status=no\' ); } Maria Rosa Mancuso – Il Foglio Spassoso film a episodi scritto interamente da Cristian Mungiu. (...)

Pedro Armocida – Il Giornale (...) non convince per la piattezza delle storie e delle regie. Anche per questo l\'ironia sul regime di Ceausescu, a tratti velata, metaforica ma anche esplicita, appare priva di mordente e d\'interesse. Alessandra Levantesi – La Stampa (…) Ideato, scritto e montato dal rumeno Christian Mungiu, Palma d\'oro 2007 per \"4 mesi, 3 settimane e 2 giorni\", \"Racconti dell\'età dell\'oro\" è un film a episodi realizzati da diversi registi che rievoca proprio alcune leggende metropolitane in circolazione nell\'epoca buia di Ceausescu. (...) Nessuno dei registi firma i divertenti, paradossali aneddoti interpretati da bravi attori e intessuti in maniera surreale sulla realtà, anche se per la rigorosa qualità di stile si sarebbe tentati di attribuire a Mungiu \"La leggenda dell\'autista di pollame\".

I PROSSIMI FILM del primo ciclo: Mercoledì 28 ottobre IL CANTO DI PALOMA di Claudia Llosa (Perù 2008, 94’) Orso d’oro a Berlino, il film è intenso e dolente, riflette le pene di donne umiliate e ci mostra il folk e il dolore dei costumi peruviani. Un film di assoluta rara armonia.

NON DIMENTICATE CHE LA RASSEGNA DEL CINEMA D’ESSAI PROSEGUIRA’ TUTTI I MERCOLEDI MESE PER MESE SINO AD APRILE 2010 (salvo particolari periodi e festività). per conoscere i film che mese per mese verranno messi in programmazione è sufficiente visitare il sito internet del Comune: www.comune.monteurano.ap.it Rassegna di cinema d’essai inserita nel circuito: CINEMANIA - REGIONE MARCHE - AGIS – ANEC – AGISCUOLA - FICE inizio spettacolo h. 21.30 - ingresso unico 5,00 euro abbonamento ai quattro film 12,00 euro info: cinema arlecchino 0734-840143 – ufficio cultura: 0734-848723




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-10-2009 alle 13:07 sul giornale del 20 ottobre 2009 - 1196 letture

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